Case, la caduta libera dei prezzi in Italia: dal 2010 -15,8%

Il calo è dovuto esclusivamente alle abitazioni esistenti i cui prezzi sono diminuiti del 22,1%, lieve aumento (+0,8%) per le nuove

(Teleborsa) Si è parlato tanto e spesso della crisi che ha investito in questi anni il settore immobiliare che, archiviato il periodo d’oro,  fa ancora fatica a riprendere ossigeno.

PREZZI IN CADUTA LIBERA – Dal 2010 ad oggi un calo del 15,8%. Più che una discesa, i prezzi delle abitazioni in Italia calano a picco. Numeri alla mano, infatti, rispetto al livello medio del 2010, primo anno nel quale è disponibile la serie storica, nel secondo trimestre 2018 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 15,8%. Lo rende noto l’Istat. Calo da attribuirsi alle abitazioni esistenti i cui prezzi sono diminuiti del 22,1% mentre per le nuove si registra un lieve aumento (+0,8%).

CONFEDILIZIA, DATI ALLARMANTI – Non si fa attendere il commento preoccupato di Confedilizia che invita a correre subito ai ripari per dare una netta inversione di tendenza. I nuovi dati dell’Istat sul mercato immobiliare sono allarmanti. Nell’ultimo anno, i prezzi delle abitazioni esistenti sono diminuiti di un ulteriore 0,7%, con picchi negativi un tempo impensabili come il meno 2,2% di Roma, dove crollano persino i prezzi delle case nuove (meno 5,5%)”. Così, in una nota ufficiale, il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa.

“Dal 2010 – appena prima dell’introduzione dell’Imu, che con la Tasi ha portato quest’anno a 150 miliardi il carico di tassazione patrimoniale sugli immobili – i prezzi delle case esistenti, secondo l’Istat, si sono ridotti del 22,1%. Senza considerare lo sterminato patrimonio di immobili ormai privi di qualunque valore in quanto impossibili da vendere o da affittare”, sottolinea ancora. 

RECORD NEGATIVI Un quadro preoccupante che ci restituisce un’immagine  del nostro paese che di certo non tranquilla e colleziona l’ennesimo record, ovviamente negativo. “L’Italia è l’unico Paese d’Europa in queste condizioni, come rileva periodicamente Eurostat. Si stanno quotidianamente erodendo i risparmi delle famiglie e gli investimenti delle imprese, ma nessuno sembra preoccuparsene.

COSA FARE? Si legge ancora: “Occorre rimuovere le cause che hanno dato luogo a questa perdurante anomalia italiana, prima fra tutte la spropositata imposizione fiscale su un settore che andrebbe invece liberato dai pesi che gli impediscono di essere il volano di crescita che è sempre stato. La manovra in arrivo è l’occasione per iniziare a farlo”.

Case, la caduta libera dei prezzi in Italia: dal 2010 -15,8%