Casa: ristagnano le vendite, volano le ristrutturazioni. E senza la Dia sarà boom

Gli interventi edilizi sono raddoppiati in dieci anni. Merito dell'agevolazione del 36%. L'abolizione della Dia e l'attuazione del piano casa darà un'altra spinta al settore

Sarà uno dei tanti effetti della crisi: la gente non riesce a comprare casa e quindi rimette a posto quella che ha. Una sintesi, forse un po’ grezza, dei dati dell’Agenzia delle Entrate sull’utilizzo dell’agevolazione del 36% per le ristrutturazioni edilizie uniti a quelli sull’andamento delle vendite.

Da un lato, infatti, il mercato immobiliare fatica a riprendersi dalla stagnazione del 2009, l’annus horribilis per la compravendita del mattone, con una flessione dell’11,3% rispetto al 2008 e 240.000 acquisti in meno in Italia nel triennio. Dall’altro, il business delle ristrutturazioni è in irresistibile ascesa: 14,2% in più nel 2009 rispetto all’anno precedente. Nell’ultimo decennio gli interventi sulle abitazioni sono raddoppiati: da 240 a 448.000.

Lavori in casa senza Dia
E tutto fa pensare che il trend sarà confermato. Nel decreto incentivi appena approvato dal governo è prevista anche l’abolizione della Dia, la denuncia di inizio attività, da inoltrare al comune per avviare lavori di manutenzione straordinaria. Una semplificazione che però non riguarda gli interventi sulle parti strutturali dell’edificio né l’ampliamento delle volumetrie. E che potrebbe arenarsi sulle normative locali. Il decreto infatti lascia ai comuni la possibilità di far valere gli strumenti urbanistici e i regolamenti edilizi varati prima della liberalizzazione.

Piano casa, lo giuro!
E’ chiaro quindi che per una vera e completa liberalizzazione è necessario il consenso delle regioni e degli enti locali. Non è un caso che nell’attuale campagna elettorale per le regioni il piano-casa sia tornato sotto i riflettori e sia diventato addirittura oggetto di giuramento da parte dei candidati governatori del centrodestra. Serve la loro adesione perché la legge che consente l’ampliamento del 20% delle abitazioni possa diventare operativa.

E’ di queste ore, inoltre, la notizia della firma di un decreto che sblocca 4 miliardi di euro per l’avvio del piano casa per l’edilizia residenziale. L’obiettivo è quello di creare 50.000 nuovi alloggi in cinque anni.

Risposta necessaria a un pressante bisogno di case? O deregulation selvaggia che porterà altre colate di cemento incontrollate? Comunque la si veda, la crescita economica dell’Italia sembra dipendere ancora dalla crescita del mattone. Come sessant’anni fa. (A.D.M.)

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