Carte di pagamento, su taglio commissioni coro di no da Visa ad Amex

Governo ha avviato un tavolo di confronto ma, al momento, si registra un nulla di fatto

Italia cashless? La strada imboccata dal Governo giallorosso nella lotta all’evasione, da attuarsi riducendo l’uso del contante attraverso l’incentivazione dei pagamenti elettronici, si annuncia decisamente in salita. 

“Se noi diamo il segnale della riduzione del contante, dobbiamo garantire che tutti coloro che usano il Pos – sia commercianti sia acquirenti – si ritrovino con commissioni ridotte se non azzerate, altrimenti il patto con i cittadini non funziona”, aveva detto il Premier Conte presentando quello che ormai è stato ribattezzato il piano cashless messo in atto dall’esecutivo.

Una linea sulla quale converge anche il leader di Italia viva Matteo Renzi che, almeno al momento sembra però trovare la resistenza dei responsabili italiani dei circuiti dei pagamenti Bancomat, Visa, Mastercard e American Express, secondo i quali non ci sono margini per ridurre i costi delle commissioni per i pagamenti con carte. L’industria è già efficiente, ha ridotto i costi negli ultimi anni anche a seguito di novità regolatorie e deve investire molto in innovazione: questa la posizione ribadita in occasione dell’audizione presso la commissione Finanze della Camera sul decreto fiscale, come riporta il Sole 24 Ore.

Il Governo ha dunque avviato un tavolo di confronto per discutere di un eventuale taglio delle commissioni ma, al momento,  nulla di fatto.

“Bisogna seguire l’esempio di quanto dei paesi del Nord Europa – ha affermato il vice presidente di Amex, Giovanni Speranza – che sicuramente non hanno cercato di regolare direttamente i costi delle commissioni, ma hanno fatto leva sugli incentivi come del resto ha fatto il governo italiano”.

Accolta con favore, così come il cash back, l’introduzione del credito di imposta del 30% sui costi delle commissioni sulle transazioni con carte a favore degli esercenti. “Bisognerebbe andare oltre – ha proseguito Speranza.

“Penso al fronte dell’onboarding: in Italia per sottoscrivere una carta di credito on line ci vuole oltre mezz’ora, in altri paese europei 5 minuti. È un problema di burocrazia”.

 

Anche il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, plaude alla norma inserita nel decreto fiscale che introduce un credito di imposta pari al 30% del costo delle commissioni sulle carte di credito e debito per i pagamenti tracciabili. “Ci sembra una misura corretta e importante visti gli ottimi risultati ottenuti nel settore del carburante – ha detto. Anche se all’articolo 22 va verificata la concreta attuazione delle modalità con le quali si richiederà agli intermediari di trasmettere le informazioni necessarie per consentire agli esercenti utilizzare credito d’imposta”.  

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