Carta di credito, i costi occulti delle spese all’estero. Commissioni a confronto: la tabella

Attenzione a usare la carta di credito quando si viaggia all'estero: tra commissione di conversione valuta e anticipo contante la spesa è salata. I costi e i limiti delle principali carte di credito

E’ uno dei mezzi di pagamento più diffusi e persino in Italia, dove deteniamo il record europeo di cittadini ‘unbanked‘, cioé senza un conto corrente bancario, l’utilizzo di carte di credito è in aumento: in un anno, tra il 2011-2012,  le operazioni di pagamento hanno segnato +3,7% e  i prelievi di contante +3,4%.
Ma utilizzare la carta di credito per prelevare contante, pagare i conti o fare acquisti online soprattutto all’estero, nei paesi dove non c’è l’euro, può costare caro…
Le cifre giungono da una recente indagine dell’Università Bocconi realizzata per il Corriere Economia, che consiglia di non prelevare con la carta di credito, moderarne l’uso all’estero e di controllare le clausole dei siti di e-commerce. TABELLA

Il business dell’anticipo contante
Gli utenti meno esperti infatti focalizzano la propria attenzione sulle voci di costo più conosciute, come ad esempio il canone annuo, ma le operazioni di anticipo contante rischiano di essere una voce assai onerosa. "Fatti due conti sugli ultimi dati di Banca d’Italia, l’anno scorso l’anticipo contanti ha portato circa 253 milioni nelle casse di banche e finanziarie" si legge sul supplemento Economia del Corriere. Nell’anno tra il 2011 e il 2012 i prelievi con carta di credito hanno raggiunto i 6,5 miliardi, ai quali, se applichiamo la commissione media del 3,9% si ottengono 253 milioni di euro, che suddivisi tra gli emittenti rendono circa una decina di milioni per ogni banca o finanziaria.

Modalità di rimborso
Un’altra voce cui prestare attenzione riguarda l’opzione di pagamento prevista dalla carta di cui si è titolari. Attenzione a chi utilizza le cosiddette "carte revolving", quelle che consentono di pagare a rate il saldo di fine mese: toccano tassi d’interesse che possono superare il 25% (fonte: Corriere Economia), poiché su queste carte, oltre al 5% sulla somma erogata, sono calcolati gli interessi come avviene in un prestito. Nel caso in cui si paghi a saldo invece, cioè in un’unica soluzione, le commissioni applicate riguardano la cifra di denaro prelevato senza maggiorazione di costo.

Se è necessario cambiare la valuta, meglio farlo in Italia: le commissioni all’estero in genere sono più alte. E se poi non si vuole incappare in spiacevoli sorprese ed evitare commissioni e interessi, lo strumento migliore rimane, ove possibile, il Bancomat, che scala immediatamente i soldi dal conto corrente.

TABELLA: costi carte di credito a confronto

Shopping online nel mirino dell’Antitrust
L’associazione consumatori Altroconsumo ha segnalato all’Antitrust 7 siti di shopping online che applicano delle commissioni (dall’1,5% al 3%) ai clienti che pagano con carta di credito o paypal. Una pratica commerciale scorretta: per legge, infatti, il beneficiario non può applicare al cliente spese aggiuntive per l’uso di un certo strumento di pagamento.
 

Carta di credito, i costi occulti delle spese all’estero. Commissioni a confronto: la tabella
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