Carte di credito clonate: la banca non può opporsi al rimborso

Il rimborso per una carta di credito clonata è adesso richiedibile e, soprattutto, ottenibile senza ostruzioni dalla banca: lo stabilisce una sentenza del Tribunale di Lecce

Fino a qualche anno fa, chiedere il rimborso per una carta di credito clonata era un’operazione che poteva concludersi con il rifiuto della banca ad effettuare il rimborso. Adesso non è più così e lo stabilisce una recente sentenza (11 Marzo 2016) del Tribunale di Lecce che mira a tutelare maggiormente chi è vittima di frodi sulle carte di credito clonate che risultano incrementate, secondo il Ministero dell’Economia, del 20% nell’ultimo anno. Nel caso di carte di credito clonate, le banche sono responsabili sotto il profilo civile se non hanno adottato qualsiasi misura per evitare il danno.

Tutto parte dalla denuncia di un impiegato salentino che, nell’estate 2010, si accorge di un ammanco in banca di ben 1570 euro. Questa somma derivava da prelievi effettuati tramite una carta di credito revolving (ovvero che consente di pagare i propri acquisti ratealmente). Questi prelievi risultavano effettuati nel Nord Italia. Scattano la denuncia verso ignoti, il disconoscimento delle operazioni ed il blocco della carta. La banca, però, richiede il versamento della somma al cliente e dato il ritardo lo segnala alla Centrale Rischi dei cattivi pagatori: addio, quindi, alla possibilità di ottenere qualsiasi tipo di finanziamento.

Il Tribunale di Lecce ha giudicato illegittima questa condotta perché la banca non doveva escludere in modo immotivato la possibilità che la carta di credito del cliente fosse stata clonata e, di conseguenza, che lo stesso fosse stato frodato. Non solo, infatti, la clonazione è possibile ma purtroppo è anche una pratica molto diffusa. Per questi motivi, dato che la banca in questione non aveva potuto dimostrare di aver fatto di tutto per impedire la frode, è stata condannata a rimborsare il cliente con 3 mila euro e a pagare le spese legali.

Con questa sentenza vengono messi i puntini sulle “i” sul rapporto tra banca e cliente, ribadendo che, quando questo denuncia la clonazione della carta, l’istituto di credito è responsabile se non dimostra di aver fatto tutto per evitare il danno. In caso contrario, non può negare il rimborso. Anche l’essere segnalati come cattivi pagatori in maniera così disinvolta è una pratica che subisce uno stop: è necessario che la segnalazione sia giustificata e non basta semplicemente aver ritardato nel pagare un debito.

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