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Cresce l'inflazione in Italia: secondo l'Istat si è attestata a luglio all'1,5% dall'1,3% precedente anche a causa degli aumenti delle bollette di luce e gas

Crescono i prezzi dei beni di consumo, ma anche le bollette rincarano, producendo un impoverimento delle famiglie italiane, che spendono di più per vivere.

Lo conferma l’Istat, secondo cui l’inflazione è passata all’1,5% a luglio dall’1,3% di giugno, mentre la variazione mese su mese è pari a +0,3%. Aumenti generalizzati in quasi tutte le categorie di prodotti, anche le bollette del gas e dell’elettricità, per effetto degli aumenti tariffari scattati il 1° luglio, mentre frenano i trasporti.

“Nel mese di luglio – spiega l’Istat – l’inflazione accelera ulteriormente sulla base della spinta dei prezzi dei prodotti Energetici regolamentati (energia elettrica e gas), che si aggiunge a quella dei Beni alimentari. In questa fase si conferma quindi un quadro inflazionistico che vede consolidarsi pressioni sui prezzi di prodotti di uso quotidiano e di largo consumo”.

Rincara anche il carrello della spesa, cioè i prezzi dei prodotti di largo consumo: nello specifico i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona sono aumentati del 2,2%, come a giugno, mentre quelli ad alta frequenza d’acquisto passano da +2,7% a +2,8%, crescendo su base annua più dell’indice generale.

LA VITA COSTA DI PIU’ – L’accelerazione dell’inflazione, registrata nel mese di luglio, si deve prevalentemente ai prezzi di Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (la cui crescita su base annua passa da una variazione nulla registrata a giugno a +2,6%), mentre si conferma il “contributo negativo” attribuibile ai prezzi dell’Istruzione (-0,194 punti percentuali), per il persistere dell’effetto della flessione dei prezzi delle rette universitarie registrato a ottobre del 2017 (il calo delle rette universitarie è dovuto all’entrata in vigore delle norme sulla contribuzione studentesca introdotte con la Legge di Stabilità 232/2016).

E SPOSTARSI CON L’AUTO SVUOTA IL PORTAFOGLIO – Crescono i prezzi dei beni energetici regolamentati (luce e gas), ma anche i prezzi dei Beni energetici non regolamentati contribuiscono all’accelerazione dell’inflazione, sebbene in misura minore, crescendo del 10,4% su base annua (da +9,4% di giugno). Questa dinamica è imputabile ai prezzi di tutte le principali componenti: Gasolio per mezzi di trasporto (+13,8% su base annua, in accelerazione da +12,6% di giugno), Benzina +10,6% in termini tendenziali, da +9,7% del mese precedente), Altri carburanti (+8% rispetto a luglio 2017) e Gasolio per riscaldamento (+11,7% in termini tendenziali).

ALLARME AGRICOLTORI: “CLIMA PAZZO SPINGE PREZZI ALIMENTARI” – In seguito alla pubblicazione del dato è arrivato un allarme anche dall’associazione degli agricoltori Coldiretti, che imputa al clima “pazzo” gli aumenti dei beni alimentari: dal +6,7% per il vino a +4,3% per pasta, da +8,5% per la frutta a +5% per la verdura.

“Il crollo della produzione – spiega la Coldiretti – ha effetti sugli acquisti con il rischio di speculazioni nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola, a danno dei consumatori e dei produttori”, spiega Coldiretti, avvertendo: “L’andamento anomalo di quest’anno con fino ad oltre mezzo miliardo di danni in agricoltura conferma purtroppo i cambiamenti climatici in atto che si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal caldo al maltempo”.

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