Carige, il salvataggio di Stato è servito. Ma non mancano le polemiche

La decisione di intervenire è apparsa in contraddizione con l'orientamento manifestato in passato dai gialloverdi: "Dal governo non un euro alle banche"

(Teleborsa)  Salvataggio con polemica. Alla fine,il “caso Carige” è finito sul tavolo del Consiglio dei ministri, nella tarda serata di ieri sera, al termine di una giornata concitata. Il governo dunque interviene e fa scattare il salvataggio con un decreto legge approvato a tempo record.  Poche ore prima, l’incontro tra il ministro dell’Economia, Giovanni Tria,  e i tre commissari straordinari della banca ligure – Fabio Innocenzi, Pietro Modiano e Raffaele Lener – commissariata dalla Bce lo scorso 2 gennaio.

SALVATAGGIO DI STATO – Il provvedimento ‘Disposizioni urgenti per la tutela del risparmio nel settore creditizio’ prevede due misure: la garanzia di Stato sulle emissioni dei nuovi bond della banca, come già accaduto con le banche venete, e la possibilità per Carige di accedere, “attraverso una richiesta specifica”, a una ricapitalizzazione pubblica a carico del Tesoro.

CONTE: “TUTELIAMO I RISPARMIATORI” – Due misure che, precisano da Palazzo Chigi, “si pongono in linea di continuità con il provvedimento di amministrazione straordinaria recentemente adottato dalla Banca Centrale Europea”, e che hanno l’obiettivo “di consentire ai Commissari di assumere le iniziative utili a preservare la stabilità e la coerenza del governo della società, completare il rafforzamento patrimoniale dell’Istituto già avviato con l’intervento del Fondo Interbancario dei Depositi, proseguire nella riduzione dei crediti deteriorati e perseguire un’operazione di aggregazione”. Il premier Giuseppe Conte ha spiegato che “il governo ha approvato un decreto legge che interviene a offrire le più ampie garanzie di tutela dei diritti e degli interessi dei risparmiatori della banca Carige”. Come sottolineato dal vicepremier Luigi Di Maio.
POLEMICHE STELLARI E (PENTA)STELLATE – Non mancano però le polemiche. La decisione del governo di intervenire per il salvataggio di Carige, infatti, a più di qualcuno è apparsa in contraddizione con l’orientamento gialloverde manifestato in più di un’occasione riassunto nello slogan:“Dal governo non un euro alle banche”.
Per questo, in tanti sono tornati con la mente a luglio 2017, quando i senatori 5 Stelle guidati dall’attuale ministro Lezzi gettavano false banconote da 500 euro a Palazzo Madama in aperta protesta contro il salvataggio delle banche venete da parte dell’allora maggioranza a guida Pd. Nel mirino è finito anche Luigi Di Maio che ha spesso attaccato l’allora premier Renzi per la gestione della crisi Mps, promettendo a più riprese che il Movimento non avrebbe mai messo un centesimo dei soldi pubblici nelle casse degli istituti di credito. 

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