Carburanti, l’inefficienza costa 4 centesimi al litro

Una vecchia rete distributiva e l’avversione per il self service sul banco degli imputati

Sul prezzo finale della benzina c’è un costo occulto. E’ quello dovuto dall’inefficienza della rete distributiva, vecchia, bloccata da vincoli e veti amministrativi. Ereditata dagli anni del boom economico se fosse modernizzata porterebbe grandi vantaggi ai consumatori.

Ne sono un esempio le cosiddette pompe bianche, ovvero quelle agganciate a centri commerciali e che con questi operano in sinergia. Ebbene in questi casi il prezzo fornito è assolutamente in linea con quello medio europeo.
Sono questi i risultati del lavoro sulle ragioni del sovra prezzo italiano sui carburanti realizzato dall’istituto Bruno Leoni.
Secondo l’istituto la mancata riorganizzazione della rete costa circa quattro centesimi al litro.
Assolti, invece, i grandi petrolieri, dalle accuse di speculare sulle oscillazioni dei costi della materia prima.
La riforma della rete di distributori è promessa da almeno 20 anni, ma puntualmente disattesa.
Ancora troppe le stazioni di servizio piccole e improduttive. Tanti i vincoli locali a moderni distributori polifunzionali all’insegna del self service.

E qui c’è la colpa delle abitudini degli automobilisti italiani, poco propensi a fare il pieno da soli. Abitudini, però, che potrebbero cambiare a fronte di sostanziali vantaggi economici. Se le pompe della grande distribuzione raggiungessero percentuali tedesche – il 10% – il risparmio toccherebbe punte attorno ai 192 milioni di euro.

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Carburanti, l’inefficienza costa 4 centesimi al litro