Carapelle Calvisio: il caso record del comune con 7 aspiranti sindaci per 82 persone

L’incredibile “caso elettorale” nell’Aquilano, dove l’ex sindaco (ricandidato) grida allo scandalo e scrive ad Alfano

Sette candidati sindaci per altrettante liste e 55 candidati consiglieri in un comune di 82 abitanti, in Abruzzo, di cui 67 aventi diritto al voto. Accade a Carapelle Calvisio, centro nel parco del Gran Sasso Monti della Laga a circa 30 chilometri da L’Aquila.

Il caso record del piccolo comune è emerso alla scadenza per la presentazione delle liste per le elezioni amministrative del 5 giugno. La poltrona da primo cittadino è una, ma i candidati che si sono presentati per avere i voti dei 67 aventi diritto sono ben 7. Non tutti davvero interessati al bene comune, accusa il sindaco uscente e ricandidato, Domenico Di Cesare, pronto a scrivere al ministro dell’Interno Angelino Alfano.

“SCANDALO” ELETTORALE – Il sindaco afferma che tre delle sette liste sono riconducibili “a persone che puntano a giocarsi la poltrona di sindaco, quattro invece sono costituite da appartenenti alle Forze dell’ordine, in particolare poliziotti, carabinieri e poliziotti penitenziari”.
“È una vergogna – dice Di cesare – perché tra i candidati c’è chi è di Barletta e lavora a Milano ed evidentemente qua starebbe più vicino. E intanto si fanno un mese di ferie, visto che per legge non possono fare campagna elettorale mentre sono in servizio”.
La paura di Di Cesare è che accada quanto successo nel vicino paese di Castelvecchio Calvisio, commissariato dopo che alle elezioni del 2015 l’unica lista in campo composta di soli poliziotti non ha raggiunto il quorum. Per questo motivo avrebbe deciso di ricandidarsi all’ultimo momento, dopo che era fallito il suo appello ai giovani della sua cittadina di farsi avanti. E intende portare avanti la sua personale battaglia politica fino a Roma.

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