Canone Rai in bolletta, nessun distacco della luce per chi non paga

In caso di mancato pagamento totale o parziale, l’impresa elettrica invierà solleciti al cliente. Nessun rischio di duplicazione nel pagamento per i coniugi

Niente distacco della luce in caso di mancato pagamento del canone Rai. Priorità al saldo della quota dovuta per l’energia elettrica. E la richiesta di sanzioni e interessi spetterà all’Agenzia delle Entrate, anche se i fornitori di elettricità avranno l’onere di inviare i solleciti. Se viene pagata solo una parte, i soldi saranno usati in via prioritaria per coprire la quota dovuta per l’elettricità. E’ quanto prevede la bozza del decreto per il pagamento del canone nella bolletta elettrica, in una nota diffusa dal ministero dello Sviluppo economico per spiegarne le nuove regole.

Cosa succede a chi non paga
In caso di mancato pagamento totale o parziale della fattura comprensiva del canone, si legge nel testo, l’impresa elettrica “provvede ad inviare solleciti al cliente con le modalità ordinariamente utilizzate. Per quanto attiene alla quota di canone, le sanzioni e gli interessi eventualmente dovuti sono comunque applicati dall’Agenzia delle entrate”. Qualora entro l’anno solare successivo il cliente non abbia provveduto al pagamento del canone “le azioni di recupero del canone non pagato, unitamente alle relative sanzioni e interessi, sono effettuate dall’Agenzia delle entrate. In nessun caso il mancato pagamento del canone comporta il distacco della fornitura di energia elettrica”.

Le somme riscosse dalle imprese elettriche a titolo di canone, si legge nella bozza, “sono riversate mediante versamento unitario” entro il giorno 20 del mese successivo a quello di incasso e, comunque, l’intero canone riscosso è riversato entro il 20 dicembre di ciascun anno. “Ai fini del rispetto della scadenza del 20 dicembre si intendono per riscosse le somme incassate nel mese di novembre. Le somme riscosse nel mese di dicembre sono riversate entro il 20 gennaio dell’anno successivo”.

Nessuno rischio di duplicazione
Dal momento che i vecchi bollettini non verranno più presi in considerazione, si terrà conto solo dell’intestazione del contratto della luce, sempre e solo per le abitazioni principali dove il contribuente ha fissato la propria residenza. Non ci sarà quindi un vero rischio di duplicazione del canone derivante dal fatto che il vecchio bollettino fosse intestato a un membro della famiglia diverso da quello che ha sottoscritto il contratto di fornitura elettrica. Stesso discorso per il rischio duplicazioni legato al possesso di seconde case: “Ai fornitori di energia – chiariscono infatti dal ministero – risulta sempre quando la bolletta è collegata al luogo di residenza effettiva”.

 

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