Buoni Postali, come avere il 2,5% all’anno (ma a certe condizioni)

Ecco quanto si può guadagnare con una categoria di prodotti finanziari garantiti dallo Stato, in cui le famiglie italiane hanno investito oltre 130 miliardi di euro.

Non rendono molto (cioè pochi decimali di punto all’anno) ma costano poco. Anzi, sono completamente esenti da commissioni e godono pure di una tassazione agevolata, meno pesante di quella che grava invece su altri strumenti finanziari. Stiamo parlando dei Buoni fruttiferi postali (Bfp), una categoria di prodotti del risparmio tradizionalmente molto amati dalle famiglie italiane, che vi tengono investiti complessivamente oltre 130 miliardi di euro.

Buoni fruttiferi Postali: cosa sono e come funzionano

Essendo emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti e garantiti dallo Stato Italiano, i Bfp sono senza dubbio dei prodotti a basso rischio, assimilabili ai Buoni del Tesoro come i Bot, i Cct o i Btp. Quest’ultimi, però, ogni giorno vengono negoziati sui mercati finanziari e hanno dei prezzi che oscillano in continuazione, esponendo chi li acquista al rischio di subire delle perdite, se ha bisogno di farsi liquidare il capitale da un momento all’altro. I Buoni Postali, invece, no. Per loro, il capitale è sempre garantito, qualunque cosa accada sui mercati. Chi li acquista può infatti ritirare i soldi in ogni momento (più gli eventuali rendimenti maturati), senza il rischio di perdere un centesimo di quanto versato, dopo aver però pagato le imposte dovute. Inoltre, a differenza di quanto avviene per i Buoni del Tesoro che si ordinano in banca e sono soggetti a commissioni di negoziazione proporzionali al capitale investito, i Bfp (che sono collocati in esclusiva agli sportelli del gruppo Poste Italiane) sono invece esenti da qualsiasi balzello di questo genere.

Non è prevista cioè alcuna commissione, né per il versamento né per la liquidazione del capitale. Gli unici oneri sono dovuti appunto al fisco: sono infatti previsti due tipi di tassazione. La prima è rappresentata dall’imposta di bollo, una mini-patrimoniale trattenuta ogni anno alla fonte e pari allo 0,2% del capitale investito, ma soltanto quando supera il valore di 5mila euro. Sotto questa soglia, invece, il balzello non viene applicato. Poi c’è un’imposta del 12,5% sui rendimenti, cioè sugli interessi maturati annualmente. Si tratta dello stesso prelievo previsto per i titoli di stato, inferiore a quello che grava invece su altri strumenti finanziari come le azioni, le obbligazioni o i conti correnti, i cui interessi sono invece tassati al 26%.

 

Buoni fruttiferi postali ordinari: quanto durano e quanto rendono

Attualmente, negli sportelli di Poste Italiane sono in distribuzione sei diverse tipologie di Bfp. I più diffusi sono senza dubbio i Buoni fruttiferi ordinari, che hanno una durata di 20 anni e liquidano ogni anno un interesse che cresce nel tempo. Il rendimento del primi 4 anni è davvero modesto, pari a uno 0,05% lordo che, una volta sottratte l’imposta del 12,5%, scende allo 0,04% netto e addirittura va sotto zero se il capitale supera i 5mila euro e viene applicata anche l’imposta di bollo dello 0,2%. Chi tiene i soldi investiti per molto tempo (ferma restando la possibilità di ritirarli sempre senza costi), vede gli interessi crescere progressivamente dal quinto anno in poi: prima allo 0,05 allo 0,1%, poi allo 0,13% nel sesto anno e così via fino ad arrivare allo 0,3% per chi ha la “pazienza” di tenere fermo il capitale fino a 20 anni. Si tratta, è vero, di pochi spiccioli ma non va dimenticato un particolare importante: con i titoli di Stato oggi si ottiene molto meno, cioè rendimenti ampiamente inferiori allo zero a meno che non si voglia comprare i Buoni del Tesoro di scadenza più lunga, che sono però più volatili nei prezzi e dunque più rischiosi.

Un pregio dei Buoni postali ordinari è senza dubbio quello di avere interessi già oggi predeterminati che consentono di sapere in anticipo il valore del capitale alla scadenza. A questo proposito, il sito di Poste Italiane consente di fare una simulazione online, con l’indicazione del valore di riscatto netto. Investendo per esempio nei Buoni postali ordinari una somma di 5mila euro oggi, alla scadenza si avrà 5.270 euro netti. Davvero poco ma, con i tassi d’interessi ufficiali sotto zero, bisogna accontentarsi se si vuole investire sena rischi. Come per tutti i Bfp, il capitale investito nei Buoni ordinari può essere riscattato in qualsiasi momento, ma si ha diritto ad avere anche gli interessi maturati soltanto dopo un anno dalla sottoscrizione.

 

Buoni Postali 3×4: rendimenti fino al 0,5%

Un po’ più redditizi dei Bfp ordinari sono i Buoni 3×4, che hanno durata fino a 12 anni e pagano degli interessi fissi predeterminati, che vengono però riconosciuti al risparmiatore ogni 3 anni. Per il primo triennio, il rendimento lordo è pari allo 0,1% ogni 12 mesi, poi sale allo 0,2% annuo dal quarto anno in poi e così via fino ad arrivare allo 0,5% tra il nono e il dodicesimo anno. Conti alla mano, una somma di 5mila euro investita nei Buoni 3X4, si trasforma in quasi 5.270 euro netti circa dopo 12 anni, se il risparmiatore tiene fermo il capitale fino alla scadenza massima. Il rendimento è dunque lo stesso illustrato nell’esempio precedente per i Buoni ordinari, ma viene ottenuto con i Buoni 3X4 in un arco di tempo più breve.

 

Buoni 4X4: interessi fino allo 0,75%

Un’altra categoria di Bfp collocati negli sportelli delle Poste è rappresentata dai Buoni 4×4, che hanno un meccanismo simile a quello dei Buoni 3×4 con poche differenze: in questo caso gli interessi non vengono liquidati ogni 3 anni bensì ogni quadriennio e partono dallo 0,2% lordo per salire progressivamente allo 0,75% dal 12esimo anno in poi. Per i Buoni 4X4 la durata leggermente più lunga rispetto a quella dei Bfp 3×4 e può arrivare fino a 16 anni. Tradotto in soldoni, una somma di 5mila euro investita in questi prodotti, dopo 16 anni cresce fino a 5.555 euro netti.

 

Buoni dedicati ai minori: chi può sottoscriverli e quanto rendono

I Buoni postali più redditizi in assoluto, almeno in questo momento, sono quelli dedicati ai minori, pensati a posta per chi vuole lasciare una somma in eredità a figli e nipoti o preparare per loro un gruzzoletto in vista di qualche appuntamento importante della vita, come per esempio l’iscrizione all’università. I Bfp dedicati ai minori garantiscono un interesse che parte dallo 0,5% lordo annuo nel primo triennio. Poi sale allo 0,75% dal quarto anno in poi e cresce piano piano fino al 2,5% nel diciottesimo anno. Ipotizzando di aver investito oggi 5mila euro in questi Buoni a favore di un bambino che nasce oggi, quando diventerà un maggiorenne si ritroverà con un capitale di 7.400 euro netti. Versando 50mila euro oggi, invece, fra 18 anni si potrà avere una somma di oltre 70mila euro netti. Si tratta dunque di cifre un po’ più consistenti di quelle degli esempi precedenti, anche se c’è un particolare che non va dimenticato. I Buoni dedicati ai minori sono sottoscrivibili soltanto a favore di un minorenne (figlio, nipote, parente o amico) con una durata che può arrivare sino al compimento del 18esimo anno di età.

Buoni 4 anni risparmiosemplice e Buoni Obiettivo 65

Esistono infine altre due categorie di Buoni fruttiferi postali che hanno un funzionamento un po’ più articolato rispetto a quello descritto nei paragrafi precedenti. I primi sono i Buoni 4 anni risparmiosemplice che sono pensati apposta per chi vuole accantonare periodicamente piccole somme di denaro (per esempio 50 o 100 euro ogni mese) con un piano di accumulo che può durare un quadriennio. Poi, ci sono i Buoni Obiettivo 65 che danno la possibilità di costruirsi una rendita certa durante la terza età (nello specifico per 15 anni) nella fascia anagrafica tra i 65 e gli 80 anni. Sono sottoscrivibili da chi non ha ancora compiuto i 54 anni di età, versando un capitale che poi si rivaluta nel tempo in base al tasso d’inflazione. Al momento del compimento dei 65 anni scatta la rendita maturata, anche se viene consentito comunque al titolare di farsi liquidare in anticipo in qualsiasi momento l’importo versato. E’ possibile dunque cambiare idea.

Anche per i Buoni Obiettivo 65, il sito di Poste Italiane permette di fare delle simulazioni sulla rendita che si può presumibilmente ottenere sottoscrivendo questi prodotti. Se un 30enne versa oggi un capitale di 50mila euro, per esempio, a 65 anni maturerà il diritto a una rendita di 466 euro che lo accompagnerà fino a 80 anni. In alternativa, lo stesso risparmiatore 30enne potrà farsi liquidare subito il capitale maturato che, sempre ipotizzando un versamento di 50mila euro oggi, sarà pari a 65 anni a oltre 71mila euro. Tutti i Buoni postali possono essere sottoscritti nella classica forma cartacea e la più moderna forma dematerializzata. In quest’ultimo caso, non occorre recarsi fisicamente negli uffici postali ma si può fare tutto online sul sito web di Poste Italiane o attraverso il telefonino e i dispositivi mobili con l’app BancoPosta.

 

A cura di Andrea Telara, Giornalista economico finanziario

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