Buoni pasto, la guerra degli sconti colpisce (e affonda) i lavoratori

Le società emettitrici di ticket propongono tariffe ribassate che costringono gli esercenti ad alzare i prezzi

Certo, dipende da azienda ad azienda, ma il valore medio dei buoni pasto in Italia è bloccato da 15 anni a 5,29 euro. Una cifra che spesso non basta neanche per un panino, specie nelle grandi città.
Beneficiano del buono circa 2 milioni di lavoratori, per più di 100mila locali convenzionati. Tuttavia il 70% dei lavoratori ticket-muniti non riescono a nutrirsi adeguatamente.

Quello dei buoni pasto è un mercato notevole che muove ogni anno in Italia più o meno 2,5 miliardi di euro. I soggetti che ruotano intorno a questo giro di affari, le società di ticket da un lato (molte a capitale straniero) e gli esercenti dall’altra, tentano in ogni modo di accaparrarsene una fetta. Anche a fronte di sconti considerevoli. In media gli sconti sono del 20%, ciò significa che di fronte a un ticket da 5 euro, l’azienda ne paga 4.
Ma secondo una denuncia del Salvagente, il sistema dei buoni pasto potrebbe saltare, sotto il peso degli interessi contrapposti di queste aziende.

Perché? Perché la società che ha pattuito buoni da 5, pagandoli 4 euro, cerca di rifarsi su bar, pizzerie e tavole calde. Così quando gli esercenti vanno a riscuotere i ticket, non solo li ritrovano decurtati di almeno il 10% di commissioni, oltre alle spese di gestione, ma devono anche aspettare più di tre mesi il corrispettivo in denaro. Una specie di ricatto che al fine si ripercuote sui lavoratori, ovvero aumenti di prezzi, porzioni ridotte, minor qualità.

Dunque un sistema al massimo ribasso che danneggia un po’ tutti, come sostengono la Fipe (la Federazione italiana dei pubblici esercizi) e l’Anseb (l’Associazione nazionale società emettitrici buoni pasto).
Per l’Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori), c’è solo una soluzione: inserire l’equivalente del buono pasto in busta paga: “In questo modo ogni lavoratore potrà disporne come meglio crede. Tutto quello che gira intorno a questo problema cadrebbe in un secondo, il meccanismo sarebbe semplificato e gli esercenti non avrebbero nulla da eccepire perché verrebbero pagati in contanti al momento della consumazione”.

Buoni pasto, la guerra degli sconti colpisce (e affonda) i lavora...