Buoni fruttiferi postali 2016: cosa c’è da sapere?

Curiosi di scoprire tutte le novità relative ai buoni fruttiferi postali 2016? Ecco tutto quello che riguarda tassi, interessi e rendimento

In un mercato soggetto alle continue oscillazioni della borsa, che rende incerta ogni forma di risparmio, i buoni fruttiferi postali sembrano rappresentare l’unica possibilità sicura di risparmio. Istituiti infatti nel 1924 per far confluire nelle casse postali tutti quei capitali che non potevano convogliare all’interno di un libretto postale, sono tutt’oggi molto in voga.
Il perché è molto semplice: i buoni fruttiferi postali 2016, così come quelli emessi negli anni passati, vanno considerati come “sicuri” poiché la loro emissione viene garantita dallo Stato attraverso la Cassa Depositi e Prestiti. I buoni fruttiferi postali, inoltre, a differenza dei buoni del tesoro non sono soggetti ad oscillazioni di alcun tipo: fruttano sempre ma, nella peggiore delle ipotesi, non si deprezzano mai.

I buoni fruttiferi postali 2016 vengono emessi in sei tipologie differenti, il tutto si basa ovviamente sulla durata prevista dell’investimento e sulla natura dello stesso. Non richiedono costi di gestione (ci si limita a 50€ una tantum per la quota d’iscrizione) e hanno tassi di rendimento decisamente agevolati, sebbene più breve sia la durata del deposito, più basso sarà l’interesse.
In genere la durata minima dell’investimento è di 6/12 anni ma si può scegliere di depositare i soldi molto più a lungo. La restituzione è garantita in qualsiasi momento, ecco perché vengono considerati “sicuri”.

Tuttavia il Bfp resta un mezzo di risparmio più che di investimento: i rendimenti sono buoni ma non vanno di certo al raddoppio. Di sicuro, in un periodo nel quale il mercato finanziario è incerto, rappresentano ancora un buon metodo per mettere da parte i propri risparmi e sperare di vederli fruttare.

Quali sono gli svantaggi? Se l’unico obiettivo è quello di mettere da parte un po’ di denaro, assolutamente nessuno. Se l’obiettivo primario è quello di veder fruttare i propri risparmi, qualche falla invece c’è. Occhio a tal proposito ai Bfp che fruttano secondo gli indici di borsa (assolutamente instabili).

Il rischio di mercato è praticamente inesistente, diventerebbero carta straccia soltanto se arrivasse a fallire lo Stato, ipotesi del tutto improbabile. Non convengono se aperti in concomitanza con Btp (meglio scegliere un unico mezzo di risparmio) ma in compenso non ci sono imposte di bollo per depositi al di sotto dei 5 mila euro.

Immagini: Depositphotos

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