Buoni e Libretti postali, la denuncia di Altroconsumo: “Spot ingannevole”

Secondo l'associazione, la pubblicità dei nuovi prodotti postali omette elementi rilevanti per poter fare scelte di investimento consapevoli e corrette

L’associazione dei consumatori Altroconsumo ha presentato un ricorso all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sugli spot televisivi con cui Poste italiane presenta i suoi Buoni e Libretti postali.

A causa delle lacune informative contenute nel messaggio – sostiene Altroconsumo – si ingannano le persone, centinaia di migliaia di risparmiatori portati a fare una scelta che non avrebbro fatto se fossero stati informati correttamente. La sicurezza del risparmio e ogni comunicazione sul risparmio postale sono oggi ancora più delicate, dato che questo tipo di risorse sono alla base dell’attività della Cassa Depositi e Prestiti in questi giorni al centro dell’attenzione per le future scelte strategiche sull’istituto e sui finanziamenti dello Stato.

Nel dettaglio:
dice Poste Italiane: Buoni e libretti sono ottimi per ogni investimento

Il tasso nominale annuo di un libretto ordinario è dello 0,01% lordo; è colpito da ritenuta fiscale del 26% e da un’imposta di bollo annua di 34,20 euro se la giacenza media supera i 5000 euro. Dunque il tasso netto è dello 0,0074%, di fatto nullo. Se si superano i 5000 euro di giacenza media annua e si paga l’imposta di bollo il capitale nel corso del tempo si erode. Può essere un investimento a costo e rendimento quasi nullo solo per piccole somme. Non lo si può considerare un prodotto ottimo per ogni tipo di investimento.

Esiste la versione smart ora disponibile fino al 31 luglio 2018 per accantonamenti vincolati su nuovi libretti o su libretti già aperti che prevede un tasso lordo dell’1% per 150 giorni. Poi si torna al tasso ordinario dello 0,01% lordo. Il tasso netto è 0,74% per 150 giorni. Complessivamente su un anno però il tasso di rendimento annuo netto per un accantonamento di 1500 euro è di appena lo 0,31%. A cui si deve togliere anche il bollo pari allo 0,2% della giacenza.

Sul mercato ci sono conti di deposito che offrono rendimenti decisamente superiori e in molti casi l’imposta di bollo è a carico della banca. Cosa che non accade per Poste Italiane.

Dice Poste Italiane: il denaro è sempre disponibile

Non sono previste spese di estinzione ed il rimborso avviene in qualunque momento. Ma attenzione; se si decide di rimborsare i buoni prima di un certo periodo dalla sottoscrizione non sono previsti interessi. Un’enorme limitazione dato che si scelgono i buoni per avere un interesse, anche perché gli oneri fiscali possono ridurre il capitale investito.

Tale periodo minimo necessario per avere un interesse è diverso per le varie tipologie di Buoni, con limitazioni diverse (vedere dettaglio più sotto*). Per esempio 12 mesi per i buoni ordinari. Di tutte queste limitazioni la pubblicità non fa assolutamente cenno. Dunque è vero che si può rimborsare in qualsiasi momento, ma la possibile perdita di valore del capitale investito di fatto è una barriera all’uscita.

Dice Poste Italiane: il capitale cresce nel tempo.

Se si tiene conto degli oneri fiscali in molti casi la crescita di valore nel tempo non c’è proprio. Infatti nel video messaggio in caratteri minuscoli c’è anche scritto “salvo oneri di natura fiscale” che però incidono enormemente sul rendimento dei prodotti postali e possono portare a una perdita di valore.

Ad esempio lasciando sul libretto ordinario 6000 euro per 5 anni, ipotizzando il tasso netto dello 0,0074% e il bollo di 34,20 euro (applicato se la giacenza media annua è superiore ai 5000 euro), dopo 5 anni ci saranno 5831,20 euro con una perdita di ben 168 euro.

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