Brexit, Theresa May resta al suo posto e rilancia la trattativa

"Continueremo a lavorare  per mantenere la solenne promessa che abbiamo fatto al popolo di questo Paese", ha assicurato la Premier britannica

(Teleborsa) Uno schiaffo e una carezza per la premier britannica May che dopo aver incassato il no all’ accordo sulla Brexit raggiunto lo scorso novembre rigettato dalla Camera dei Comuni con un pesante scatto, tira un piccolo sospiro di sollievo nella serata di ieri salvandosi dalla mozione di sfiducia presentata dal leader laburista Jeremy Corbyn, respinta con 325 voti contro 306. Il governo ha dunque retto mantenendo la maggioranza seppur per soli 19 voti. Niente nuove elezioni, dunque, ma la  signora di Downing Street  deve fare i conti con missione più difficile da compiere: realizzare la Brexit “ordinata”. 

Il piano B – La premier britannica ha quindi annunciato che avvierà una serie di incontri  “con uno spirito costruttivo” e ha invitato gli altri a fare lo stesso. Poi lunedì tornerà di nuovo alla Camera dei Comuni per presentare un piano B, proprio alla luce di quello che sarà emerso dagli incontri.

“Avanti con la Brexit” – Dicendosi “contenta” che la Camera abbia “espresso la sua fiducia al governo”, la May ha assicurato che “Continueremo a lavorare  per mantenere la solenne promessa che abbiamo fatto al popolo di questo Paese, di portare a compimento il risultato del referendum e lasciare l’Unione europea. Credo che questo dovere sia condiviso da ogni membro di questa Camera”.

Corbyn apre al dialogo, con paletto: “Discutiamo ma via dal tavolo il no deal” – Nel frattempo, il leader dell’opposizione laburista britannica, Jeremy Corbyn, ha aperto al dialogo ma ha chiesto alla premier Tory di “togliere dal tavolo” qualunque ipotesi di divorzio no deal dall’Ue.

In queste ore ovviamente sono in tanti a interrogarsi sugli scenari di una uscita senza accordo, anche in casa nostra. Secondo Cia- Agricoltori Italiani Bisogna evitare a tutti i costi una Brexit senza accordo, che avrebbe effetti negativi sugli scambi commerciali e colpirebbe in modo diretto l’Italia, per la quale il Regno Unito rappresenta il quarto mercato di sbocco per le esportazioni agroalimentari complessive e il terzo all’interno dei confini comunitari”. 

Senza accordo a rischio oltre 3 mld di export agroalimentare Made in Italy – L’export di cibo e bevande Made in Italy verso il Regno Unito vale più di 3,3 miliardi di euro, sottolinea l’Ufficio Studi Cia. Circa un quarto del totale dei prodotti italiani venduti Oltremanica (24% per un fatturato superiore a 810 milioni di euro) è rappresentato dal vino. Ogni 100 bottiglie Made in Italy vendute nel mondo, ben 14 finiscono sulle tavole britanniche. Di assoluto rilievo anche il nostro export verso Londra di ortofrutta trasformata (13%) e ortofrutta fresca (4%), così come dei prodotti da forno e farinacei (11%)

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