Brexit: ora la Gran Bretagna è impoverita per 550 miliardi

I dati Ons denunciano il rallentamento dell'economia e l'esaurimento delle riserve estere

Se nelle settimane e nei mesi immediatamente successivi alla Brexit, l’uscita tramite referendum della Gran Bretagna dall’Unione Europea, abbiamo sottolineato in più occasione come gli indicatori economici tendessero al positivo, oltre un anno dopo segnaliamo tendenze contrarie. O meglio, un percorso a due velocità certificato dai dati Ons e dalle stime del Fmi. Ovviamente non si tratta di elementi sufficienti per dire che la Brexit sia stata una scelta vantaggiosa o svantaggiosa, ma comunque testimoni di un “effetto pendolo” rispetto alle prime settimane post-referendum, visto il secondo trimestre consecutivo di rallentamento.

l’Ufficio nazionale di statistica (Ons) – si legge sul Daily Telegraph – ha ricalcolato la ricchezza del Paese scoprendo che erano stati sovrastimati gli asset internazionali. In base a questi dati, la Gran Bretagna si è ritrovata da un giorno all’altro più povera per 490 miliardi di sterline, circa 550 miliardi di euro. Il Telegraph sottolinea peraltro come non sia rimasta una riserva di asset stranieri da utilizzare per proteggere l’economia nazionale contro i rischi della Brexit. In dettaglio, secondo i calcoli rivisti da parte dell’Ons, la posizione patrimoniale netta sull’estero del Regno Unito è passata da un surplus di 469 miliardi di sterline a un deficit di 22 miliardi: in pratica è evaporato un quarto del Pil britannico.

Fra i Paesi a cui il Fondo Monetario Internazionale ha tagliato le stime rispetto ad aprile ci sono gli Stati Uniti, dove prevale l’incertezza sulla politica economica, e il Regno Unito. I dati Ocse dicono che nonostante una crescita registrata nell’ultimo trimestre rispetto al Q2 (+0.3% rispetto al +0.21% dello scorso trimestre), la Gran Bretagna rimane in fondo al gruppo. Quello che appare evidente quando confrontiamo il PIL del Regno Unito con quello degli altri paesi del G7 è che, nell’ultimo trimestre, il PIL del Regno Unito, pur continuando a crescere, è comunque classificato saldamente ultimo tra i paesi del G7. Una posizione mai occupata negli ultimi 3 anni. Il tasso di crescita è dunque cresciuto del +0.3% nel secondo trimestre, rimanendo però notevolmente più lento rispetto alla media dello 0.5% che la Gran Bretagna raggiunse nel 2010.

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