Brexit, Internal Market Bill approvato dai Comuni con maggioranza azzoppata

In tale scenario l'approvazione della legge sul mercato interno servirà a spingere i 27 verso un compromesso negoziale con Londra sul libero scambio

Con 340 voti favorevoli e 263 contrari, la Camera dei Comuni del Regno Unito ha appoggiato, in seconda lettura, l’Internal Market Bill, la controversa proposta di legge sul mercato interno che mette in discussione alcuni degli impegni presi per il periodo post Brexit nell’Accordo di recesso firmato con l’Unione europea, con particolare riferimento allo status commerciale e doganale dell’Irlanda del Nord.

Una prima votazione, quella dei Comuni, vinta con una maggioranza assottigliata dalle numerose astensioni che non rende vana l’ipotesi di un’inversione di tendenza nelle prossime tappe dell’iter. Tra gli stessi conservatori l’appoggio al progetto di legge di Boris Johnson non è, infatti, unanime. Degli oltre 90 voti della maggioranza Tory ne mancano all’appello circa una ventina facenti capo alla fronda critica del partito che contesta la potenziale violazione del diritto internazionale espressa in alcuni punti del testo e fortemente contestata dall’Ue.

Si apre , dunque, uno spiraglio verso l’approvazione, entro la prossima settimana, di emendamenti volti a mitigare la legge mentre il percorso di approvazione potrebbe incontrare uno scoglio non semplice da superare nel successivo passaggio tecnico in una Camera dei Lord ostile. Il prossimo 22 settembre il testo andrà in sede di commissione, dove sarà esaminato nella terza lettura finale ai Comuni, dopo la quale passerà alla Camera del Lord.

Johnson, da parte sua, ha difeso l’Internal Market Bill accusando l’Ue di non aver negoziato “in buona fede” l’intesa sul divorzio e d’aver mostrato un approccio “estremo” nei successivi colloqui sulle relazioni future commerciali, tuttora in corso ma al momento in stallo. In caso di mancato accordo, secondo il premier conservatore, l’Ue sarebbe pronta a pretendere un vero e proprio confine doganale fra Irlanda del Nord e resto del Regno Unito mettendo a rischio “l’integrità territoriale” britannica. In tale scenario l’approvazione della legge sul mercato interno servirà a spingere i 27 verso un compromesso negoziale con Londra sul libero scambio. Johnson ha assicurato che, in nessun caso, il suo governo porrà barriere alla frontiera fra l’Irlanda del Nord e la Repubblica d’Irlanda, nel rispetto di quanto previsto dallo storico accordo di pace del Venerdì Santo 1998.

Nonostante l’appello di Johnson la linea che sembra prevalere rimane quella di una rivisitazione del progetto di legge per la cui approvazione, a detta di molti, è necessario venga sfrondato, nei passaggi più controversi, da emendamenti ad hoc, in modo da ridimensionare l’impatto della proposta nei rapporti con i partner internazionali. L’Internal Market Bill è stato criticato da tutti e 5 gli ex primi ministri britannici viventi (John Major, Tony Blair, Gordon Brown, David Cameron e Theresa May, unica ancora in Parlamento).

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