Brexit al veleno, pugno duro di Ursula von der Leyen

Azione legale contro Londra. Intanto, la Finanza abbandona il Regno Unito

Si scrive Brexit, si legge caos. Da quando, nell’ormai lontano 2016, Londra ha votato per il Leave che ha di fatto sancito l’addio dall’Europa, è andato in scena un copione degno del migliore (o peggiore, se preferite) degli sceneggiatori: la strada che dovrebbe portare alla fine del divorzio più lungo della storia è, infatti, lastricata di colpi di scena (e qualche vittima illustre: chiedere a Theresa May per dettagli).

E proprio ieri ne è arrivato un altro. Quando mancano tre mesi alla fine del periodo di transizione, fissata al 31 dicembre, che Londra in più occasioni ha ribadito di non voler estendere, le trattative post Brexit procedono decisamente a rilento, con l’United Kingdom Internal Market Bill’, la legge sul mercato interno britannico, che getta benzina sul fuoco nei rapporti già tesi – per usare un eufemismo – tra Londra e Bruxelles

La Commissione europea, infatti, ha annunciato di aver lanciato una procedura di infrazione contro il Regno Unito a causa del progetto di legge che viola una parte dell’accordo di recesso con l’Unione europea.

Dal suo, il Governo britannico respinge le accuse e anzi difende il suo progetto di legge sul mercato interno  mentre un portavoce del Governo ha assicurato che l’esecutivo risponderà a tempo debito all’azione di Bruxelles.

BREXIT CON FUGA – Nel frattempo, un’altra tegola. Le società di servizi finanziari che operano nel Regno Unito hanno trasferito circa 7.500 dipendenti e oltre 1.2 trilioni di sterline di attività nell’Unione europea, con numeri destinati a crescere nelle prossime settimane, secondo EY.

E’ quanto riporta Bloomberg, segnalando che solo nell’ultimo mese sono state annunciate circa 400 delocalizzazioni secondo quanto rileva il rapporto diffuso dalla società di consulenza lo scorso giovedì che mette sotto la lente 222 delle più grandi società finanziarie con operazioni significative nel Regno Unito.

Da quando la Gran Bretagna ha votato per il Leave nel 2016, il settore finanziario ha aggiunto 2.850 posizioni nell’UE, con Dublino, Lussemburgo e Francoforte che  hanno registrato i maggiori guadagni. E ringraziano.

WAIT AND SEE – Ma il peggio potrebbe non essere finito. Anzi. Tante imprese, avvertono gli esperti, sono ancora in modalità “aspetta e guarda” e presto potrebbero arrivare nuove mosse. 

 

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