Boom di alberghi all’asta: la crisi morde tutti, ma Sud e isole di più

(Teleborsa) Continua l’altalena di alti e bassi anche nel settore del turismo con le inevitabili ripercussioni che penalizzano, da anni, la categoria. Sale infatti, in Italia, il numero delle strutture turistico-ricettive finite all’asta negli ultimi sei mesi facendo registrare un’impennata del 21%: le procedure in corso che riguardano Alberghi, Bed & Breakfast, Motel, Campeggi e simili sono infatti 217, a fronte delle 179 rilevate nel luglio 2016.

INVERSIONE DI MARCIA? AL CONTRARIO – La diminuzione di oltre il 7% evidenziata nel primo semestre dello scorso anno, non è stata confermata. Anzi, la tendenza ha subito una decisa inversione di marcia, con valori assoluti nettamente superiori anche a quelli del 2015. Questa la fotografia tutt’altro che rassicurante scattata dal Rapporto semestrale sulle aste immobiliari del Centro Studi Sogeea, presentato in Senato che solo qualche giorno fa aveva presentato il Rapporto semestrale sulle aste immobiliari

“A pagare dazio sono soprattutto le realtà imprenditoriali di dimensioni contenute – spiega Sandro Simoncini, presidente di Sogeea e direttore del Centro Studi –: il 55% dei complessi turistico-ricettivi attualmente all’asta ha un prezzo inferiore al milione di euro, una quota del mercato in linea con quella rilevata nello studio di luglio 2016 e pressoché costante in tutte le serie storiche. Ovviamente anche la crescita del numero assoluto di strutture in difficoltà non può che preoccupare.

MAGLIA NERA ANCORA UNA VOLTA AL SUDAncora una volta è il Sud a fare da traino negativo (+50% rispetto alla scorsa estate) e il Nord (+41%), di fatto tornato ai livelli di dodici mesi fa; più contenuto l’incremento in Sicilia e Sardegna (+17%), mentre il Centro della Penisola è l’unica macro-area ad aver fatto registrare un lieve calo (-6%).

Poco più della metà degli immobili oggetto dell’analisi (111) è localizzato nel Mezzogiorno d’Italia (isole maggiori comprese), a fronte di una quota pari al 46% emersa a luglio 2016: un ulteriore segnale delle evidenti difficoltà incontrate nelle zone meridionali a contrastare una congiuntura di stagnazione economica ormai di medio-lungo periodo. Gli incrementi più significativi si riscontrano in Sicilia (+52%), la regione italiana con più strutture all’asta insieme alla Toscana (32 a testa), in Campania (+68%) e in Calabria, passata da zero a 8 immobili in vendita.

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