Bonus vacanze, Airbnb e Booking contro il Governo: “Siamo stati esclusi”

Il provvedimento a sostegno del turismo ha scontentato le multinazionali dell’intermediazione e prenotazione di alloggi: ecco perché

Se c’è una categoria che il bonus vacanze ha scontentato è quella delle multinazionali dell’intermediazione e prenotazione di alloggi, come Booking. com, Expedia ed Airbnb. Che, affermano, sono stati “esclusi” dagli interventi sul turismo presenti nel Dl Rilancio (qui lo speciale QuiFinanza).

Le critiche di Booking al Governo

In tale provvedimento – è la posizione del country manager per l’Italia di booking.com Alberto Yates, che si è espresso in audizione in Commissione Industria al Senato – sono compresi aiuti “significativi e positivi per il turismo, primo tra tutti il bonus vacanza, ma siamo dispiaciuti nel notare che vengono discriminate le persone che prenotano e pagano immediatamente sui portali telematici”.  Secondo Yates, nelle prenotazioni sulla piattaforma si notano peraltro “leggerissimi, piccoli, segni di ripresa. Nel momento in cui ci sono date certe sull’allentamento del lockdown una ripresa c’è. Anche se si guarda all’alta stagione”.

La posizione di Airbnb

Sulla stessa linea il country manager per l’Italia di Airbnb, Giacomo Trovato, che nella stessa audizione ha sottolineato come il tax credit “pare escludere l’utilizzo delle piattaforme digitali per il pagamento”. E ha aggiunto: “Esprimiamo il nostro dissenso a riguardo”. A suo avviso, la distribuzione di voucher vacanza alle famiglie, “da utilizzare in tutte le strutture ricettive ed alloggi ad uso turistico, sarebbe una misura più semplice”.

Bonus vacanze: cos’è e come funziona

Il bonus previsto dal Governo nel Dl Rilancio prevede fino a 500 euro di rimborso per le famiglie che trascorreranno le vacanze in strutture ricettive nel Paese a partire dall’1 luglio fino al 31 dicembre 2020. La misura vale complessivamente 2,4 miliardi di euro, e può essere richiesta dalle famiglie che hanno un reddito Isee fino a 40mila euro. 

L’importo è modulato in base alla numerosità del nucleo familiare: la cifra maggiore, 500 euro, andrà alle famiglie composte da 3 o più soggetti, 300 a quelle di due persone e 150 ai nuclei di 1 persona. L’80% sarà beneficiato sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto alla struttura, il restante 20% come detrazione dall’imposta sul reddito. Ma la misura non tiene in considerazione le piattaforme web a cui molti utenti si affidano per prenotare le proprie vacanze. 

La categoria: non basterà

Non del tutto soddisfatta neppure Federalberghi, secondo cui si tratta di un buon inizio, ma bisogna fare di più. “Meglio di come pensavamo, ma per il rilancio del turismo ancora non basta”, ha commentato il presidente Bernabò Bocca. Nonostante alcuni provvedimenti apprezzabili, “come l’Imu che è una boccata d’ossigeno per le aziende oppure gli affitti degli alberghi”, ha spiegato, “quello che noi contestiamo è che non si faccia una graduatoria di gravità dei settori”, ma che “si continuino a fare dei provvedimenti erga omnes“, sufficienti “per alcuni settori che riprenderanno molto più rapidamente” ma non “per settori come il nostro la cui coda della crisi sarà molto ma molto più lunga”. Bocca ha quindi aggiunto: “Se domani mattina un negozio apre, qualcuno andrà a comprare. Se domani mattina gli alberghi aprono ma le frontiere sono chiuse, i turisti continueranno a non venire”.

Un’opinione tendenzialmente condivisa nella categoria. Per Marina Lalli, presidente di Federturismo Confindustria, “questo Governo ha l’esigenza di intervenire in modo diretto sulle persone mentre, a nostro avviso, è una visione un po’ miope perché le imprese fanno ripartire l’economia e quindi creano a cascata benessere anche per le persone”. Questo, per l’Associazione, è anche il problema del bonus predisposto per il sostegno al turismo: “L’aver voluto fare la punta di diamante delle misura attraverso il bonus vacanza che va a cadere sulle persone invece che sulle imprese ci potrebbe penalizzare”. A suo avviso, è ora necessario mettere in campo “una campagna decisa di promozione che lo stesso Governo si è impegnato a fare con 20 milioni di euro nello stesso decreto”.

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