Bonus mamma di 800 euro anche alle straniere

Il Tribunale contro l'Inps: il bonus mamma domani va dato a tutte le madri, anche a quelle straniere

Il bonus mamma di 800 euro una tantum va concesso a tutte le madri, anche quelle straniere che l’Inps aveva escluso perché non in possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo. Parola del tribunale di Milano, che ha ordinato all’Istituto nazionale previdenza sociale di estendere il premio a tutte le mamme straniere regolarmente soggiornanti in Italia e giudicato “discriminatoria” la condotta dell’Istituto, che ora dovrà revocare le proprie circolari e pubblicare sul proprio sito una “nota informativa” che informi della estensione del beneficio.

COS’È – Il “Bonus mamma domani” consiste nell’una tantum di 800 euro che l’Inps eroga alla nascita del figlio (per il 2017). L’Inps nella circolare sul bonus aveva introdotto, seguendo le indicazioni dei ministeri vigilanti, gli stessi requisiti previsti per il bonus bebè (una misura che era legata al reddito e che veniva erogata mensilmente e non una tantum).

IL CASO – Secondo il tribunale di Milano, si legge in una nota pubblicata sul sito dell’ASGI (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione), la legge istitutiva del bonus “non conferiva all’Inps alcun potere di restringere il numero di beneficiari, escludendo le mamme straniere prive di permesso di soggiorno di lungo periodo. Non è neanche necessario fare riferimento a norme comunitarie che prevedono la parità di trattamento per i titolari di permesso unico di lavoro, ma semplicemente, stabilisce il tribunale lombardo, “non può essere l’INPS a escludere l’una o l’altra categoria di stranieri”.
“Confidiamo che ora l’INPS si adegui rapidamente alla decisione del Tribunale – dichiara l’avvocato Alberto Guariso che assisteva le associazioni ricorrenti – evitando così il diffondersi di un contenzioso che sarebbe non solo oneroso per lo stesso INPS, ma soprattutto ingiusto per la difformità di trattamento che verrebbe a crearsi, in una materia così delicata, tra chi agisce in giudizio e chi fa affidamento sulle erronee comunicazioni dell’INPS”.

COSA FARE – Nel frattempo è importante che tutte le donne straniere che si trovano almeno al settimo mese di gravidanza entro il 31 dicembre del 2017 facciano domanda all’INPS al fine di poter beneficiare della decisione milanese che, lo ricordiamo, riguarda la “discriminazione collettiva” e, quindi, tutte le donne straniere regolarmente presenti in Italia, indipendentemente dal titolo di soggiorno. Ricordiamo anche, spiegano dall’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione, “che coloro che hanno maturato il diritto nel 2017 potranno comunque presentare domanda”. In proposito, concludono, “va tenuto presente che, secondo la circolare INPS numero 78 del 28.4.17, la domanda deve essere presentata entro un anno dalla nascita, ma i nati dal primo gennaio al 4 maggio 2017, il termine decorre dal 4.5.2017″.

In collaborazione con Adnkronos

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