Bonus bebè, stop dal 2019 senza proroga. Il ministro: “Ci sarà”

A rischio il contributo da 960 euro previsto per i nuovi nati. Il ministro Fontana rassicura: "Ci sarà, in arrivo un emendamento per migliorarlo

È a rischio il bonus bebè, il contributo da 960 euro previsto per i nuovi nati. La misura, introdotta nella Legge di Bilancio 2015 e che prevedeva un bonus per i primi tre anni di vita, non risulta rifinanziata nell’ultima Manovra, mentre in quella precedente era stata ridotta soltanto al primo anno. Ma il Ministro per la famiglia Lorenzo Fontana assicura: “Stiamo studiando un emendamento per modificarlo, dovevamo valutare bene”.

FONTANA, BONUS SARA’ MIGLIORATO – “Sul cosiddetto bonus bebè è in predisposizione un emendamento governativo”, ha detto il ministro per la Famiglia e le Disabilità. “La misura ha richiesto una più attenta verifica sulla sua operatività ed efficacia, all’esito della quale si è deciso di presentare, sin dalla Camera, un emendamento governativo che miri a tenere conto, e a superare, talune inefficienze che erano emerse nella precedente versione”.

EMENDAMENTO ENTRO IL 15 NOVEMBRE – La misura, così come i 5 giorni di congedo obbligatorio (e pagato al 100%) per i papà alla nascita dei figli, per proseguire il prossimo anno avrebbe bisogno di un intervento normativo che, la momento, non compare nella manovra all’esame della commissione Bilancio della Camera. Ma per presentare gli emendamenti c’è tempo fino a giovedì 15 novembre.

COSA CAMBIA – Una proposta di proroga per i prossimi tre anni è contenuta nella proposta di legge sulle semplificazioni fiscali del M5s, in discussione in commissione Finanze della Camera. Nel testo si chiede il rinnovo del bonus fino a tutti i nati del 2021 rimodulando l’assegno in più fasce, sempre legato all’Isee (1.560 euro l’anno con Isee tra 7 e 13mila euro e 1.200 euro annui tra 13 e 19mila euro). Per questo bonus rinnovato si prevedono risorse per 377 milioni l’anno.

COS’È IL BONUS – La norma, introdotta con la prima legge di Bilancio del governo Renzi, fortemente voluta dall’allora ministro della Salute Beatrice Lorenzin, valeva per i nati del triennio 2015-2017 e lo scorso anno era stato prorogato ai nati del 2018. L’assegno era rimasto sempre a 960 euro l’anno (80 euro al mese dietro attestazione Isee che non doveva superare i 25mila euro annui) ma era stato ridotto l’arco temporale al solo primo anno di vita del bambino. L’assegno veniva però raddoppiato per le famiglie con Isee sotto i 7.000 euro.

Bonus bebè, stop dal 2019 senza proroga. Il ministro: “Ci ...