Bonus bancomat: cos’è, come funziona e perché interessa alle partite Iva

Novità già prevista dalla scorsa legge di bilancio, serve per limitare l'uso del contante e combattere l'evasione fiscale

Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha annunciato che la prossima settimana sarà votato il decreto agosto. Al suo interno ci sarà anche il bonus bancomat, novità già prevista dall’ultima legge di bilancio per limitare l’uso del contante e combattere l’evasione fiscale. Ma cos’è e come funziona questo bonus?

  • viene erogato sotto forma di credito d’imposta;
  • è pari al 30% delle spese sostenute per offrire la possibilità di pagare con bancomat, carta di credito o altre forme digitali;
  • può essere usato solo in compensazione;
  • si dovrà comunicare entro il 20° giorno del mese successivo rispetto a quello in cui sono state corrisposte le spese bancarie;
  • per rientrare tra i beneficiari occorrerà aver guadagnato meno di 400 mila euro da “attività di impresa, arti o professioni”.

Bonus bancomat all’interno del decreto agosto

Il decreto agosto è legato allo scostamento di bilancio votato in Parlamento, che ha sancito la somma di 25 miliardi di euro di deficit aggiuntivo. Parte di questi soldi sarà investita nel Piano Italia Cashless, che punta alla limitazione del contante favorendo i pagamenti con POS e agevolando il tracciamento digitale degli spostamenti di denaro per limitare l’evasione fiscale.

In Italia, secondo le stime del Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’evasione fiscale costa allo Stato circa 110 miliardi di euro. Nei primi tre mesi del lockdown il fisco avrebbe visto diminuire il passivo di 27,5 miliardi di euro. Ciò dimostrerebbe che il popolo degli evasori presente in Italia sia formato in larga parte da lavoratori autonomi.

Il fondo stanziato dalla Legge di Bilancio 2020, necessario per dare il via al bonus bancomat (o Befana), è stato usato per consentire di portare a termine le misure di emergenza previste dal decreto Rilancio. Il decreto agosto punta invece a rifinanziare il bonus bancomat: la spinta ai pagamenti con POS servirà per spianare la strada al nuovo sistema di versamento mensile delle imposte per le partite Iva.

Bonus bancomat, perché interessa le partite Iva

La lotta all’evasione fiscale passa dalla disciplina dei lavoratori autonomi. Limitare l’uso del denaro contante è priorità del governo: dal 1° gennaio 2022 scenderà a 1.000 euro la soglia massima per i pagamenti cash. Oltre a questa novità, nel progetto del Mef rientrano anche la lotteria degli scontrini, i bonus per i pagamenti con bancomat e bonus POS per le partite Iva.

Per quel che riguarda proprio le partite Iva, l’obiettivo è agevolare la diffusione dei pagamenti tracciabili passando anche per la riforma fiscale del loro sistema di tassazione. Nel senso che il governo, dal 2021, ha intenzione di passare a un sistema di pagamenti mensili senza ulteriori adempimenti da parte di professionisti ed imprese. Questo per permettere al fisco di effettuare le liquidazioni mensili (o trimestrali), attraverso fatture elettroniche e pagamenti tracciabili.

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