Bonus baby sitter, fondi esauriti per medici e infermieri

Sono stati sforati i 67,7 milioni messi a disposizione dal governo con il decreto Rilancio per i dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato

Sarebbero terminati i fondi pubblici per il bonus baby sitter messi a disposizione dal governo col decreto Rilancio. In particolare, non ci sarebbe più budget per medici, infermieri e operatori socio sanitari, per i quali erano stati messi a disposizione fondi più altri: duemila euro invece che i 1.200 dei lavoratori del settore privato.

All’Inps sono arrivate più di 750 mila domande tra pubblico e privato. L’Inps sta continuando ad accogliere le domande in attesa di un rifinanziamento del budget ma i 67,7 milioni messi a disposizione dal governo con il decreto Rilancio per i dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, sono stati sforati.

Bonus baby sitter anche ai nonni

Bonus baby sitting anche per nonni o zii purché non vivano nella stessa casa del minore del quale si prendono cura. La circolare numero 73 dell’Inps chiarisce – seppur implicitamente – che il voucher, di massimo 1.200 euro da utilizzare per prestazioni di assistenza e sorveglianza dei figli sotto i 12 anni nel periodo di chiusura della scuola introdotto dal Decreto Rilancio, potrà essere indirizzato anche ai propri familiari, purché non coabitanti.
In caso di convivenza, pertanto, i familiari sono esclusi dal novero dei soggetti ammessi a svolgere prestazioni di lavoro come baby-sitting remunerate mediante il bonus in argomento“. Vale dunque il suo contrario: il voucher di valore massimo di 1200 euro da utilizzare tra il 5 marzo e il 31 luglio può essere esteso ai familiari a patto che non siano conviventi.

Bonus baby sitter, chi può chiederlo

Il bonus, lo ricordiamo, è rivolto a tutte le famiglie, anche affidatarie, con figli minori di 12 anni (in caso di disabilità però il limite di età non c’è). Spetta anche ai propri familiari, come ai nonni, ma solo se non conviventi. Vietato, invece, nel caso di un parente convivente o se a usufruirlo è l’altro soggetto titolare della responsabilità genitoriale (cioè l’altro genitore, anche se non convivente, oppure se separato o divorziato). Possono beneficiare del bonus i genitori affidatari (per le adozioni nazionali e internazionali e gli affidi preadottivi), ma solo se all’interno del nucleo familiare l’altro genitore (naturale o affidatario) non è beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa (ad esempio, Naspi, Cigo, Cigs), o disoccupato o non lavoratore.
Il bonus baby sitter è incompatibile anche con il bonus asilo nido e con il congedo parentale.

Bonus baby sitter, come fare richiesta

La domanda va inoltrata online, sul sito dell’Inps, tramite l’applicazione web, disponibile sul portale dell’Inps (il percorso è il seguente: “Prestazioni e servizi” > “Tutti i servizi” > “Domande per Prestazioni a sostegno del reddito” > “Bonus servizi di baby sitting”) oppure tramite il Contact center integrato (numero verde 803.164, gratuito da rete fissa, o 06 164.164, da rete mobile con tariffazione a carico dell’utenza chiamante), o ancora tramite i patronati.
Per compilare la domanda occorre essere in possesso delle proprie credenziali, cioè una tra pin Inps, credenziale Spid, carta d’identità elettronica 3.0, carta nazionale dei servizi. La somma verrà accreditata direttamente con accredito sul conto corrente bancario o postale, accredito su libretto postale, carta prepagata con Iban o bonifico domiciliato presso Poste Italiane, secondo la scelta indicata all’atto della domanda.

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Bonus baby sitter, fondi esauriti per medici e infermieri