Bonus affitto, fino a 2.500 euro di rimborso per i docenti che si trasferiscono

Il bonus prevede un contributo fino a 2.500 euro ai docenti che si trasferiscono per lavoro e prendono in affitto un immobile nei paesi montani.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato qualche tempo fa il disegno di legge collegato alla legge di Bilancio 2022 sullo sviluppo e la valorizzazione delle zone montane. Abbiamo già parlato dell’iniziativa della Regione Emilia Romagna, che offre un contributo a fondo perduto fino a 30mila euro per l’acquisto della casa in uno dei 121 comuni dell’Appennino emiliano-romagnolo, con l’obiettivo di contrastare spopolamento, invecchiamento e a favorire nuove opportunità di sviluppo.

Ora parliamo del bonus affitto per gli insegnanti che si trasferiscono in montagna per svolgere il proprio lavoro, un contributo inserito nel Ddl per lo sviluppo delle zone montane con lo scopo di agevolare economicamente il trasferimento degli insegnanti nei comuni in cui ha la sede la scuola di montagna.

Bonus affitto docenti, cos’è

Il bonus affitto docenti, contenuto nel comma 5 articolo 8 del ddl montagna, prevede un sostegno agli insegnanti che prendono in locazione un immobile ad uso abitativo per fini di servizio. Questa misura:

  • è rivolta a tutti gli insegnanti a tempo determinato in servizio nelle scuole di montagna di ogni ordine e grado;
  • decorre dall’anno 2023;
  • è limitata solo ai casi in cui il servizio sia prestato nelle scuole che si trovino nei comuni montuosi.

Si tratta di un credito di imposta annuale pari al minor importo tra il 60% del canone annuo di locazione dell’immobile e l’ammontare di 2.500 euro.

Il bonus è riconosciuto anche nel caso in cui l’insegnante, invece di prendere in affitto un appartamento, decida di acquistarlo. In questo caso però fa fede l’accensione del mutuo poiché il bonus fa riferimento all’anno 2023 e quindi vengono calcolate le rate del mutuo pagate in quell’anno solare.

Bonus affitto docenti, le risorse

Le risorse stanziate per il bonus docenti ammontano a 10 milioni di euro, che sono stati stabiliti come limite al riconoscimento del beneficio in questione.

Il bonus non è cumulabile né con le detrazioni previste sugli interessi passivi relativi a mutui contratti per l’acquisto dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale nei comuni montani né con altri bonus affitti.