Bonus 80 euro, la legge di Bilancio dimentica i poveri che lo hanno restituito

Non è stata prevista nessuna restituzione del bonus ai circa 341 mila italiani che hanno dovuto ridarlo allo stato nel 2015

Il governo Renzi aveva promesso un intervento di cui non si trova traccia nella Legge di Bilancio: oltre alla scomparsa di fondi aggiuntivi per la lotta alla povertà, non c’è traccia neppure della restituzione del bonus 80 euro a quei 341mila italiani che nel 2015 hanno dovuto dare indietro i soldi allo Stato perché scesi sotto la soglia di 8mila euro di reddito.

Eppure il ministro dell’Economia, davanti al pasticcio, aveva promesso un intervento: “Cercheremo di alleviare”.
Nel nuovo testo non viene menzionata nessuna manovra né per la rateizzazione degli 80 euro, né di un possibile intervento in grado di risolvere il problema.

Un italiano su otto ha dovuto restituire il bonus – Il bonus di 80 euro mensili era stato introdotto nell’aprile del 2014 per i lavoratori dipendenti che rientravano nella fascia di reddito tra 8 e 26 mila euro annui. Dalla pubblicazione del Ministero delle Finanze dei dati relativi alle dichiarazioni dei redditi del 2015, è emerso però che degli 11,2 milioni di italiani ai quali era stato concesso il bonus, l’1,4 milioni ha dovuto restituirlo. Nello specifico la ripartizione è stata così compiuta: coloro i quali sono passati dalla fascia sotto i 24 mila euro ai 26 mila euro di reddito hanno dovuto rinunciare ad una parte del bonus, mentre 798 mila alla completa restituzione, inoltre 341 mila italiani dei 798, hanno dovuto restituire gli 80 euro perché scesi al di sotto degli 8 mila euro annui, poiché prevista la riduzione totale dell’Irpef, in sostanza pur risultando incapienti hanno dovuto comunque restituire il bonus.

Padoan: “Verremo incontro ai redditi più bassi” – Il Ministro Pier Carlo Padoan aveva dichiarato che non sarebbero state escluse modifiche per andare incontro ai redditi più bassi. Tra gli almeno 341mila italiani c’è chi si è visto sottrarre il bonus perché ha perso il lavoro o perché non è stato pagato dalla propria azienda o perché, comunque, ha guadagnato troppo poco. Tuttavia nella Legge di Bilancio tali provvedimenti non sono stati previsti.
Il senatore Pd Stefano Esposito si è detto anche favorevole, nel caso ci fossero state le risorse, a discutere della possibilità di non chiedere indietro gli 80 euro per gli incapienti. Nulla di fatto. Pochi giorni fa la conferma nel testo definitivo della legge di Bilancio che, a riguardo, non dice neppure una parola.

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