Guida alla compilazione del bonifico per detrazione fiscale

Scopri con QuiFinanza in che modo si compila il bonifico per la ristrutturazione della casa.

Con il Decreto Rilancio 2020 sono state confermate fino al 2022 molte delle detrazioni fiscali per la casa, in particolare gli interventi di ristrutturazione edilizia. Per poter beneficiare delle agevolazioni però, è necessario effettuare il pagamento tramite bonifico parlante, in quanto esso è l’unico mezzo che consente di certificare che l’importo relativo agli interventi di ristrutturazione siano conformi con il diritto alla detrazione tramite dichiarazione dei redditi.

Se devi ristrutturare casa e vuoi usufruire del bonus quindi, è indispensabile analizzare attentamente le istruzioni per la compilazione del bonifico parlante, individuare quali sono i dati da inserire al suo interno e quale causale indicare per avere accesso agli incentivi. Non sono rari, infatti, i casi in cui, pur avendo diritto alle agevolazioni fiscali, si incorra in spiacevoli sorprese a causa di errori nella compilazione della documentazione. In questa guida scopri come compilare correttamente il bonifico parlante per avere accesso alle detrazioni fiscali per gli interventi di ristrutturazione.

Il contribuente interessato a fruire del bonus ristrutturazione 2020 è tenuto ad effettuare gli acquisti e i pagamenti relativi agli interventi e alle prestazioni professionali ad essi collegati esclusivamente tramite bonifico bancario o postale. Per poter essere valido il bonifico parlante deve rispettare alcune fondamentali caratteristiche:

  • Causale del bonifico: innanzitutto è necessario riportare come causale del versamento il rifermento normativo, ovvero “Bonifico di pagamento per lavori di riqualificazione edilizia con detrazioni previste dall’art. 16-bis del Dpr 22 dicembre 1986 n.917”. Inoltre è consigliabile inserire nella causale anche il riferimento alla fattura del lavori, ossia “Pagamento della fattura n.x del giorno/ mese/ anno”.
  • Dati del richiedente: nel bonifico parlante vanno poi inseriti nome, cognome e codice fiscale dell’intestatario che intende fruire del bonus. Per gli interventi relativi a case di comproprietà è necessario indicare tutte le persone beneficiarie dello sconto IRPEF; per quanto riguarda invece le ristrutturazioni di parti comuni condominiali, bisogna riportare il codice fiscale del condominio e dell’amministratore, o in alternativa del condomino che effettua il pagamento.
  • Numero di partita IVA o codice fiscale del beneficiario: infine il bonifico parlante deve riportare come intestatario il numero di partita IVA dell’azienda che effettua i lavori oppure il codice fiscale del titolare.

Il bonifico parlante può essere effettuato sia in forma cartacea, compilando i moduli disponibili presso la propria filiale di appartenenza o presso la posta, sia online, se si possiede un conto abilitato ai servizi telematici di internet banking. È bene sottolineare inoltre che il bonifico è l’unico mezzo di pagamento ammesso per accedere agli incentivi, e quindi gli interventi pagati con assegno o carta di credito non saranno soggetti a detrazione.

Chi può richiedere il bonus ristrutturazione

Il bonus ristrutturazioni 2020 può essere richiesto da tutti i contribuenti soggetti al pagamento delle imposte sui redditi, sia residenti in Italia che all’estero. Alla detrazione sull’IRPEF hanno diritto non solo i proprietari degli immobili, ma anche i titolari dei diritti di godimento, o in generale coloro che ne sosterranno le spese. Nello specifico i beneficiari del bonus possono essere:

  • i proprietari dell’immobile;
  • i titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • locatori o comodatari;
  • soci di cooperative;
  • imprenditori individuali per gli immobili che non rientrano fra i beni strumentali o merce;
  • società semplici ed imprese familiari per gli immobili che non rientrano fra i beni strumentali o merce;
  • chi esegue lavori in proprio sull’immobile relativamente alle spese sostenute per l’acquisto del materiale;

Quali interventi possono beneficiare delle detrazioni fiscali

I lavori di ristrutturazione e le spese soggette ad agevolazioni fiscali sono state puntualmente individuate dall’Agenzia delle Entrate; nonostante esistano alcune limitazioni, è possibile richiedere il bonus per un’ampia categoria di lavori. Le spese ammesse includono:

  • interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria
  • restauro e risanamento conservativo;
  • ristrutturazione edilizia;
  • interventi per la ricostruzione di edifici danneggiati da eventi calamitosi;
  • realizzazione di autorimesse e posti auto;
  • eliminazione di barriere architettoniche;
  • interventi finalizzati alla cablatura degli edifici;
  • interventi finalizzati al contenimento dell’inquinamento acustico;
  • interventi per il conseguimento di risparmio energetico;
  • interventi per l’adozione di misure antisismiche e messa in sicurezza degli immobili;
  • bonifica dell’amianto;
  • interventi finalizzati alla diminuzione di rischi di infortunio domestico e riparazione degli impianti;

Oltre alle spese necessarie l’esecuzione dei lavori, sono detraibili anche le spese per la progettazione ed altre prestazioni professionali, il costo dei materiali, le spese per perizie e sopralluoghi, gli oneri di urbanizzazione ed infine l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunce di inizio lavori.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Guida alla compilazione del bonifico per detrazione fiscale