Bollette più care da luglio: mentre l’Authority indaga parte la prima class action

Il problema delle bollette di luce e gas torna in primo piano, mentre le fatture diventano più pesanti, a causa dei rincari scattati nel mese di luglio. Si prospetta un’estate rovente per le famiglie italiane, che vedono nelle utenze elettriche (e non solo) un capitolo di spesa sempre più importante.

L’ultimo aumento alle bollette è stato annunciato dall’Authority per l’energia del il gas a fine giugno: un aumento del 4,3% per la luce e dell’1,9% per il gas. A giustificare l’aumento dopo il calo registrato nei primi mesi del 2016, grazie anche allo sconto sul canone “taglia” tariffe, è un aumento dei costi di dispacciamento sostenuto da Terna.

Le bollette più salate hanno subito messo in allarme le associazioni di tutela dei consumatori, che hanno sollevato subito uncoro di proteste, segnalando l’anomalia all’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico. Quale anomalia? Gli aumenti non sono certo giustificati da un rincaro delle materie prime, dato che i prezzi del petrolio e del gas continuano a scendere, salvo picchi momentanei. Secondo una elaborazione dell’Ufficio economico di Confesercenti, le tariffe energetiche a metà 2016 segnano ancora un calo del 6,7%,  in linea con la generale discesa delle quotazioni.

E allora cosa ha determinato questo aumento? A quanto pare le distorsioni sono nate a livello grossisti. Sul problema è scesa in campo proprio l’Authority per l’Energia, che sta indagando sugli aumenti, per capire se vi siano state delle anomalie che hanno gonfiato i costi del dispacciamento, ovvero quei costi che il gestore della rete Terna sostiene per mantenere in equilibrio il sistema elettrico. Si è parlato a questo proposito di strategie anomale, adottate da diversi operatori sul mercato all’ingrosso dell’energia elettrica, che hanno portato ad un rilevante aggravio di costi per il sistema e ad una alterazione del normale meccanismo di formazione dei prezzi nei mercati.

Ad annunciare l’avvio dell’indagine è stato il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, nel corso di una question time, promettendo sanzioni in caso vi siano state delle irregolarità. “L’Autorità può agire con poteri rafforzati di indagine e sanzione per tutelare l’integrità e la trasparenza del mercato”, ha ribadito il ministro, aggiungendo che il garante dovrà concludere l’indagine entro 60 giorni ed eventualmente sanzionare gli operatori con multe “adeguate e dissuasive”.

A dispetto della promessa, le associazioni dei consumatori non si sono date per vinte e sembrano intenzionate a portare la questione dinanzi al giudice. Per prima Codacons ha annunciato una class action per gli utenti di luce e gas in Lombardia per far approdare il dossier presso il TAR ed ottenere i necessari rimborsi grazie al ricorso. L’azione legale riguarderà 30 milioni di utenti dell’energia.

Si tratta certamente di un’azione parziale, che riguarda una sola regione italiana, ma anche di un esempio e di un monito per gli operatori elettrici. “Impugneremo al Tar del Lazio gli aumenti delle tariffe scattati lo scorso 1 luglio, perché palesemente illegittimi in quanto basati su presupposti illeciti e su veri e propri reati”, ha spiegato il Presidente di Codacons Carlo Rienzi, aggiungendo “inoltreremo inoltre un esposto alle Procure di Roma e Milano sulla base della denuncia dell’Autorità per l’energia, affinché si indaghi per associazione a delinquere e truffa aggravata”.

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