Bollette, perché il 27% degli italiani non paga l’acqua

Gli utenti morosi si concentrano al Sud Italia, le cause del fenomeno e come contrastarlo

In Italia le bollette meno pagate dagli utenti sono quelle dell’acqua. Un fenomeno che è molto esteso al Sud e che per la sua portata non riguarda solo i cittadini in difficoltà economiche. Perché si verifica e come porvi rimedio.

Secondo uno studio del Laboratorio REF Ricerche, la morosità nel pagamento delle bollette o delle tasse dei servizi riguarda soprattutto il servizio idrico e la tassa sui rifiuti o ambientale. Un fenomeno che colpisce i due settori in particolare perché in questi casi l’interruzione del servizio è molto più difficile, se non addirittura impossibile.

Staccare la fornitura di acqua per il mancato pagamento della bolletta è complesso, sia perché l’acqua è un servizio essenziale legato anche ad aspetti sanitari sia perché tecnicamente è quasi impossibile se l’utente moroso abita in un condominio. In questo modo, la riscossione coatta della bolletta su avvertimento di interruzione del servizio diventa uno strumento inefficace. Gli utenti più furbi sanno che è molto difficile vedersi staccato il servizio e così continuano a usufruirne senza pagarlo.

La stessa cosa accade per la tassa sui rifiuti. Poiché per motivi igienici non è possibile evitare di raccogliere i rifiuti degli utenti morosi, alcuni finiscono con l’approfittarsi della situazione e continuano a non pagare la tassa. Alla fine, quando gli enti pubblici o i gestori non incassano le tariffe per il servizio idrico o per la raccolta dei rifiuti chi ci rimette sono gli utenti onesti, che si vedono addebitare in bolletta anche parte delle somme non pagate dagli utenti morosi.

Si tratta di un fenomeno che crea evidente disparità di trattamento, a favore dei furbi, e che va fermato. Tuttavia, se per la tassa sui rifiuti richiedere il pagamento è più semplice, grazie alla riscossione coattiva tributaria, nel caso del servizio idrico il recupero delle somme dovute richiede tempi molto lunghi.

Così accade che per le bollette dell’acqua si arrivi ad una morosità del 27%, in gran parte concentrata al Sud Italia. Lo stesso accade per le tasse sui rifiuti. Niente a che vedere con il mancato pagamento di luce o gas, che riguarda appena l’1% o il 2% degli utenti. In questi casi la morosità è su percentuali molto basse, che riguardano di solito persone in difficoltà economica o non rintracciabili e imprese fallite. Per queste bollette la riscossione è molto più semplice, perché in caso di mancato pagamento può essere interrotta l’erogazione dell’energia elettrica o del gas.

Con le bollette dell’acqua accade tutt’altro, anche se va sottolineato il forte divario tra le diverse zone d’Italia. Al Nord, infatti, la morosità si attesta in media al 2,4%, con punte del 6%, al Centro ha una media del 6%, con punte anche del 19%, ma è al Sud la percentuale più alta, con una media del 14% di bollette dell’acqua non pagate, che arriva fino al 27%, quasi un terzo degli utenti.

Il motivo delle differenze tra aree geografiche sta nella scarsa efficacia dei mezzi di contrasto ai mancati pagamenti. Non si tratta solo di problemi tecnici nell’applicazione della minaccia di interruzione del servizio, ma anche di una gestione inefficiente della riscossione delle somme. I Comuni che forniscono il servizio idrico non hanno i mezzi sufficienti nell’esigere i pagamenti e questo accade anche con la tassa sui rifiuti.

Alle volte, tuttavia, è una scelta: si decide di non ricorrere a strumenti troppo drastici nei confronti degli utenti morosi, forse per questioni di opportunità politica. La mancata riscossione di bollette e tasse, però, può provocare un dissesto economico finanziario alle casse dei Comuni e degli enti erogatori del servizio. Intervenire è dunque indispensabile.

Diversa, poi, è la situazione di coloro che non pagano le bollette perché si trovano in difficoltà economica. Per questi casi andranno predisposti quegli strumenti in grado di prevedere sconti o esoneri dal pagamento della bolletta, come il cosiddetto “bonus acqua“, già introdotto in passato e ora riproposto dall’Autorità Nazionale. Comunque, è improbabile che le persone con difficoltà economica corrispondano al 27% degli utenti morosi. Chi non paga la bolletta dell’acqua perché in stato di necessità rappresenta una minoranza, gli altri sono i furbi, che vanno perseguiti.

Il problema potrebbe trovare una soluzione dal 1° gennaio 2020, quando saranno introdotte nuove regole valide in tutta Italia sul mancato pagamento delle bollette dell’acqua da parte degli utenti domestici e condominiali. Le nuove regole prevedono tempi certi e regole uguali per tutti per la messa in mora e le eventuali sanzioni a carico degli utenti.

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