Bollette energia elettrica poco trasparenti e incomprensibili: la denuncia

Il problema principale, secondo l'Antitrust, è quello dei cosiddetti costi occulti che vengono inseriti nelle fatture.

Le bollette dell’energia elettrica sono spesso poco trasparenti e incomprensibili per gli utenti. A denunciarlo è l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in audizione in commissione al Senato. Il problema principale, secondo l’Antitrust, è quello dei cosiddetti costi occulti che vengono inseriti nelle fatture.

Ma anche la complessità e l’articolazione delle offerte è tale da compromettere significativamente la trasparenza e la comprensibilità delle fatture per l’utenza.

“La complessità e articolazione della bolletta elettrica è tale da compromettere significativamente la trasparenza e la comprensibilità delle fatture per l’utenza”. A dirlo è il capo di gabinetto dell’Antitrust, Enrico Quaranta, in un’audizione al Senato.

“Nel corso degli anni – ha spiegato – vi è stato un progressivo incremento della spesa per oneri di sistema nel settore elettrico, soprattutto a causa della necessità di un sempre maggiore gettito per far fronte ai diversi obiettivi cui essi sono destinati (la crescita più significativa è imputabile all’aumento del fabbisogno necessario al sostegno alle fonti rinnovabili), il che ha comportato anche un aumento dell’incidenza di questa componente sulla spesa assoluta per il servizio di vendita dell’energia”.

L’aumento dell’incidenza degli oneri di sistema sulla spesa complessiva “ha, in quest’ottica, un impatto rilevante sul processo di liberalizzazione del mercato della vendita al dettaglio di energia elettrica, atteso che incide negativamente sulla scelta e sulla comprensione delle offerte da parte dei clienti finali. A ciò si aggiunga che le dinamiche competitive risultano fiaccate dal potersi la concorrenza esplicare solo su una componente ridotta della bolletta medesima, essendo limitata la possibilità per gli operatori di agire sulla componente prezzo in misura tangibile per i consumatori; invero, la percezione delle possibilità di risparmio per il cliente finale intenzionato a cambiare fornitore risulta inevitabilmente alterata, poiché la parte di prezzo determinata dal mercato, ovvero la “spesa per la materia energia”, è molto contenuta rispetto al totale della spesa sostenuta (come già osservato, l’incidenza della spesa per materia energia sulla spesa complessiva si mantiene inferiore al 50%”).

In secondo luogo “tali oneri determinano significativi squilibri tra gli operatori lungo la filiera – in danno soprattutto dei venditori non facenti parte di gruppi verticalmente integrati – alla luce delle modalità di esazione e del meccanismo di corresponsione delle garanzie finanziarie dovute per lo svolgimento dell’attività di vendita di energia elettrica”, ha concluso.

 

 

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