Bollette a 28 giorni, bloccati i rimborsi

Sospensione cautelare (fino a ottobre) per il meccanismo di restituzione dei soldi ai clienti

La Terza Sezione del Tar Lazio ha respinto i ricorsi promossi dal WindTre, TIM, Vodafone e Fastweb contro la delibera n. 121/2017 con cui l’Autorità Garante delle Comunicazione che aveva imposto agli operatori delle telecomunicazioni la fatturazione e il rinnovo degli abbonamenti per i servizi di telefonia su rete fissa e servizi convergenti con cadenza mensile anziché a 28 giorni, ponendo un termine per adeguarsi scaduto a giugno del 2017 che le quattro compagnie telefoniche ricorrenti non avevano rispettato, impugnando appunto la delibera.

La fatturazione mensile anziché a 28 giorni è stata poi successivamente introdotta da una legge dello Stato (la n. 172/2017) ed estesa anche ai contratti di telefonia mobile, con un nuovo termine di adeguamento concesso agli operatori fino all’aprile del 2018.

RIMBORSI IN STAND BY – Il Tar del Lazio ha deciso di sospendere, in attesa del giudizio di merito, i provvedimenti del 19 dicembre con i quali si obbligavano le compagnie a restituire i soldi agli utenti.

Una decisione che – afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – “è solo un regalo alle compagnie”. E ancora: “E’ dal 23 giugno che i consumatori attendono la restituzione dei soldi indebitamente percepiti dagli operatori della telefonia. Se l’ammontare è elevato e per il Tar appare in grado di incidere sugli equilibri finanziario-contabili delle aziende è solo perché sono andate avanti imperterrite a violare la delibera dell’Autority. Ora non si può far ricadere questa scelta aziendale sulle famiglie” prosegue Dona.

“Ribadiamo, comunque, che, essendo confermata la bontà delle delibera dell’Autorità delle comunicazioni del 15 marzo, i consumatori vanno immediatamente risarciti. Se non sarà possibile con le modalità già fissate dall’Authority nelle delibere del 19 dicembre – conclude Dona -, partiremo senza ulteriori indugi con le azioni legali”.

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