Boeri attacca: “Vitalizi parlamentari quasi il doppio rispetto ai contributi versati”

Il presidente Inps torna all'attacco contro gli assegni percepiti dagli ex deputati e senatori

I vitalizi dei parlamentari sono quasi il doppio di quanto sarebbe giustificato alla luce dei contributi versati. Agli ex parlamentari si pagano 2.600 vitalizi per una spesa di 193 milioni nel 2016, circa 150 milioni in più rispetto ai contributi versati.

Lo ha spiegato il presidente dell’Inps, Tito Boeri, alla Camera. Con “le regole del sistema contributivo, in vigore per tutti, la spesa per vitalizi – sottolinea – si ridurrebbe del 40%, scendendo a 118 milioni, con un risparmio di circa 76 milioni di euro l’anno”.

UN SISTEMA INSOSTENIBILE – In base ai calcoli Inps, il ricalcolo contributivo comporterebbe un taglio del vitalizio nel 96% dei casi. Il vitalizio medio scenderebbe da 56.830 a 33.568 euro. Quello minimo da 26.379 a 2.487 euro.
Boeri ha poi sottolineato come, negli ultimi quarant’anni, la spesa sia stata “sempre più alta dei contributi”. “Normalmente un sistema a ripartizione (in cui i contributi pagano le pensioni in essere) – ha precisato – alimenta inizialmente forti surplus perché ci sono molti più contribuenti che percettori di rendite vitalizie. Nel caso di deputati e senatori, invece, il disavanzo è stato cospicuo fin dal 1978, quando ancora i percettori di vitalizi erano poco più di 500, prova evidente di un sistema insostenibile”.

RISPARMI UTILI PER SPESA PUBBLICA- Il presidente dell’Inps ha spiegato che “con le regole attuali la spesa per vitalizi è destinata ad eccedere anche nel prossimo decennio di circa 150 milioni l’anno i contributi versati da deputati e senatori”. Dati alla mano, ha detto Boeri, “vi sono 117 ex-deputati e senatori con lunghe carriere contributive per i quali il ricalcolo potrebbe comportare un incremento del vitalizio secondo i dati a nostra disposizione. I risparmi derivanti dal ricalcolo contributivo salirebbero a circa 79 milioni se la correzione alla luce del ricalcolo contributivo avvenisse solo al ribasso, tenendo conto del fatto che per la stragrande maggioranza degli ex-parlamentari ha ricevuto un trattamento di favore rispetto agli altri contribuenti. Supponendo poi che il rapporto fra vitalizi in essere e vitalizi ricalcolati sia lo stesso per i consiglieri regionali, il risparmio complessivo in caso di ricalcolo per l’insieme delle cariche elettive salirebbe a 148 milioni di euro circa per il solo 2016 (e circa un miliardo e 457 milioni sui primi 10 anni presi in considerazione dalle nostre simulazioni).
Si tratta, dunque – ha osservato – di misure non solo simboliche, ma in grado di contribuire in modo significativo alla riduzione della spesa pubblica o al finanziamento di programmi sociali. Basti pensare che l’Asdi prevedeva per il 2015 uno stanziamento di 200 milioni per i disoccupati di lunga durata”.

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