Black Friday, perché Conte potrebbe farlo saltare

La Francia ha già provveduto a farlo slittare, anche in Italia si sta cercando di fare lo stesso: quali sono i motivi alla base della proposta

Il Black Friday non è più legato a un solo giorno (quest’anno cade il 27 novembre), ma è ormai un evento mondiale che inizia almeno un mese prima, con super sconti e offerte anche in Italia. Per questo motivo è diventato un appuntamento attesissimo sia dai consumatori, sia dai commercianti. Quest’anno, però, la Francia ha deciso di posticipare la data (scalando al 29 novembre) così da consentire alle piccole imprese – molte delle quali costrette a chiudere nelle zone rosse – di competere al meglio con l’e-commerce. Anche in Italia è stata messa sul tavolo del governo la stessa proposta, da Confesercenti.

Rinvio Black Friday, i motivi della proposta di Confesercenti

La proposta è nata sulla scia della pandemia: mai come quest’anno, infatti, gli acquisti sono stati e saranno prevalentemente online. Con le restrizioni legate al Covid, per i consumatori l’e-commerce è un obbligo, più che una scelta. Secondo il Codacons saranno 25 milioni gli italiani che approfitteranno di sconti e promozioni per fare almeno un acquisto, il 47% in più dello scorso anno.

L’intera settimana genererà nel 2020 un giro d’affari di oltre 2,5 miliardi di euro, con una crescita del +27% rispetto al 2019. Il 35% dei regali di Natale verrà acquistato proprio durante il Black Friday. Dati che spaventano Confesercenti.

L’associazione ha presentato un esposto all’Antitrust per denunciare la disparità di condizioni venutasi a creare tra i negozi tradizionali e gli operatori dell’online, soprattutto durante l’emergenza sanitaria. Secondo Confesercenti ci sarebbe una “gravissima distorsione della concorrenza”.

Quindi, la lettera inviata al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per chiedere di ‘imitare’ la Francia, dove sia la grande distribuzione organizzata sia Amazon hanno accettato di posticipare la data del Black Friday al 4 dicembre, poco dopo la prevista riapertura dei negozi indipendenti.

Unione consumatori e Amazon contro Confesercenti

L’Unione consumatori ha definito la proposta “ridicola”, chiedendosi a che titolo sia stato fatto l’esposto all’Antitrust. Alle imprese ha risposto direttamente il colosso dell’e-commerce Amazon, chiarendo come oltre la metà delle proprie vendite annuali provengano dalle Pmi.

“Sin dall’inizio della pandemia – ha chiarito Amazon Italia – abbiamo lavorato duramente per garantire la salute e la sicurezza dei nostri dipendenti, supportando le 14 mila piccole imprese italiane che vendono nel nostro negozio”. L’azienda ha precisato che nel 2019 quasi 600 piccole imprese italiane hanno superato il milione di dollari di vendite sulla piattaforma di e-commerce.

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