Prezzo Bitcoin ai massimi storici: nuovo bene rifugio?

Oggi vale 23.400 dollari e in un anno ha pressoché triplicato il suo valore. Perché potrebbe essere un bene rifugio in questo momento

Oggi vale 23.400 dollari e in un anno ha pressoché triplicato il suo valore (ne valeva 8.100 a gennaio 2020). Il Bitcoin ha accelerato soprattutto durante l’autunno (a ottobre quotava poco più di 11 mila dollari). Un periodo particolare, non vi sono dubbi, a causa dello scoppio della pandemia e della volatilità che ha caratterizzato i mercati. Ma la performance della criptovaluta più conosciuta al mondo è comunque sorprendente.

C’è anche da dire che il Bitcoin ha storicamente accresciuto il suo valore a dicembre, un periodo sempre molto incerto per i mercati, caratterizzato dalle operazioni di aggiustamento dei portafogli di fine anno, per poi correggere pesantemente con il riavvio dell’operatività del nuovo anno. Cosa accadrà allora nel 2021?

Da strumento speculativo a bene rifugio 

Il 2020 potrebbe essere uno spartiacque, consacrando il Bitcoin quale nuovo asset rifugio, in alternativa all’oro. Vi sono infatti una serie di fattori che sembrano prospettare un altro ruolo per la valuta elettronica, soprattutto in una fase in cui le banche centrali mantengono politiche fortemente espansive, drogando il mercato con moneta in eccesso. Ma quali sono le caratteristiche che rendono il Bitcoin adatto a rappresentare il bene rifugio per eccellenza in questa epoca?

Il Bitcoin è un bene che ha precisi limiti, il suo algoritmo permette infatti la creazione di moneta elettronica sino ad un valore massimo di 21 milioni di monete, che si raggiungeranno presumibilmente nel 2140. Non è permessa dunque la creazione infinita di moneta elettronica e questo pone un limite alla sua creazione e di conseguenza all’effetto svalutazione.

Per lo stesso motivo, la criptovaluta non è soggetta alle decisioni di politica monetaria delle banche centrali, che quando immettono moneta nel sistema, producono una svalutazione della propria valuta. Lo è di più l’oro, correlato all’andamento del dollaro ed alle decisioni della Fed e delle principali banche centrali.

Interesse istituzionali e transazioni 

Quel che fa pensare che l Bitcoin abbia finalmente raggiunto una certa fase di maturità è l’interesse degli istituzionali, anche i più scettici come Ray Dalio, Fondatore di Bridgewater, che ha mostrato qualche apertura nei confronti della criptovaluta, seguendo Warren Buffett, fondatore di Berkshire Hathaway, che si è detto a rivedere il proprio giudizio su questo asset. Numerosi sono gli esempi di investitori professionali che hanno dichiarato di aver già investito una quota del loro portafoglio in Bitcoin. Un fattore che appare come una “consacrazione” di questo asset.

C’è poi il sostegno offerto recentemente dalle banche centrali, in primis Fed e BCE, che stanno portando avanti dei progetti di creazione di una propria valuta elettronica.

Infine, c’è il debutto su piattaforme elettroniche per gestire i pagamenti ed i risparmi, come ad esempio il conto elettronico HYPE di Banca Sella, che ha aperto alla possibilità di tenere un conto in Bitcoin.  E l’avvento dello standard ISO 20022 per le transazioni elettroniche fra istituzioni finanziarie, che avverrà nel 2022, potrebbe dare nuovo lustro alla valuta elettronica, che per sua natura è digitale.

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