Bilancio unico, l’alleanza Merkel-Macron che fa tremare l’Italia

Niente fondi a chi non rispetta le regole del Patto di Stabilità

(Teleborsa) Nella giornata in cui l’Europa boccerà con tutta probabilità la Manovra italiana, la cancelliera Merkel e il presidente francesce Emmanuel Macron, che sicuramente in casa loro non se la passano affatto bene e vivono un momento di popolarità, costretti a fare ogni giorno i conti con i sondaggi che certificano una sempre più diffusa e preoccupante perdita di consensi, fanno fronte comune sul piano internazionale contro sovranisti ed euroscettici.

Una riforma “rivoluzionaria” quella a doppia firma Francia e Germania: un Fondo Europeo ad hoc volto a garantire la stabilità dei paesi aderenti all’euro che però sarà rivolto solo a chi rispetta le regole del patto di Stabilità, una clausola che farà storcere il naso a paesi come l’Italia. Risorse che serviranno a colmare i gap fra i vari Paesi della moneta unica, permettendo ad eurolandia di resistere a shock finanziari futuri.

La proposta, seppur nella sua fase embrionale, sembra aver raccolto consensi e verrà discussa insieme ad altre riforme nella riunione dell’Eurogruppo in programma il prossimo 3 dicembre. Prevede che questo budget, alimentato da una tassazione dedicata e contributi dei singoli Stati, dovrà essere co-gestito dai governi della zona euro, che prepareranno un piano d’investimenti destinati a ricerca, sviluppo e innovazione, e la Commissione, che dovrà approvarli.

A beneficiarne, come detto,  solo gli Stati che rispetteranno le regole fiscali dell’Unione. Ed ecco le brutte notizie per l’Italia che si sente chiamata in causa.

Matteo Salvini ha già fatto sapere che “Se danneggia l’Italia, come pare, non avrà mai il nostro consenso”.

Ogni riferimento al nostro paese, insomma, sembra essere tutt’altro che casuale. Un progetto che sicuramente non piace dalle parti di Roma, in un momento in cui la manovra targata Lega-5Stelle, sotto i riflettori ormai da mesi, rischia di far scattare una procedura per deficit eccessivo. Proprio per oggi, infatti, si attende il verdetto della Commissione Ue e  all’orizzonte si prospetta una nuova bocciatura che potrebbe aprire la strada che porta dritti all’apertura della procedura d’infrazione nei confronti del nostro paese.

 

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