Biglietti e voucher: tornano i rimborsi con l’emendamento McCartney

Nel nuovo Dl si fissa a 18 mesi il termine per l'utilizzo del voucher per il medesimo artista. Scaduti i quali scatta il rimborso.

L’hanno chiamato ‘emendamento McCartney’, visto che era stata proprio la dischiarazione dell’ex Beatle a smuovere la politica sul caso dei concerti annullati e non rimborsati.

Nel Dl Cura Italia, infatti, con l’obiettivo di non mettere in ginocchio un intero comparto che riguarda migliaia di lavoratori, si era deciso di permettere agli organizzatori di indennizzare i possessori di biglietti con dei semplici voucher, spendibili entro 18 mesi su eventi organizzati dai medesimi soggetti, invece che rimborsare la somma.

Il caso più ‘rumoroso’ in questo senso riguardava Paul McCartney, con due date italiane previste per giugno (rispettivamente il 10 a Napoli ed il 13 a Lucca). In questo caso estremo si sommavano divsrsi disagi per il consumatore: il costo del biglietto, che varia fra i 100 e i 600 euro; l’interesse per un artista che difficilmente può essere ‘surrogato’ da altri eventi; il fatto che fossero state presentate come le probabili ultime due date italiane di Sir Paul. Insomma, un voucher che, nell’ottica di chi ha acquistato i biglietti per il baronetto, serviva a poco o nulla.

Era infatti intervenuto sulla questione, tramite un messaggio video, lo stesso McCartney, non per nulla autore di “you never give me your money, you only give me your funny papers” nel leggendario album Abbey Road dei Beatles. Il baronetto sie era scaglato contro la decisione di non rimborsare i suoi fans, e la politica ha dovuto recepire fino ad inserire un ‘emendamento McCartney’ nel Dl Rilancio.

Il testo del Dl Rilancio, che alla Camera ha incassato la fiducia nella serata di mercoledì 8 luglio, arriva in Senato blindato, pena la decadenza, e da qui a una settimana dovrebbe esserci la definitiva conversione in Legge.

Restano i 18 mesi
l’orizzonte temporale entro il quale “ricorre la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta” viene fissato al 30 settembre 2020. Le novità più importanti, tuttavia, sono al comma 2 dell’articolo 88 del decreto, dove accanto al voucher appare il rimborso: “L’organizzatore dell’evento provvede al rimborso o alla emissione di un voucher di pari importo al titolo di acquisto, da utilizzare entro 18 mesi dall’emissione. L’emissione dei voucher previsti del presente comma assolve i correlativi obblighi di rimborso e non richiede alcuna forma di accettazione da parte del destinatario”.

Cancellazione definitiva prevede rimborso
Il promoter “provvede, comunque, al rimborso con restituzione della somma versata ai soggetti acquirenti alla scadenza del periodo di validità del voucher quando la prestazione dell’artista originariamente programmata venga annullata, senza rinvio ad altra data compresa nel medesimo periodo di validità del voucher (18 mesi, ndr). In caso di cancellazione definitiva del concerto, l’organizzatore provvede immediatamente al rimborso con restituzione della somma versata”.

Chi ha già chiesto il voucher
Che succederà a chi ha già chiesto il voucher? Dovrà farsi vivo con promoter e piattaforma di ticketing per chiedere il rimborso? L’emendamento non lo specifica, in questo caso si dovrà attendere la prossima settimana.

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