Biglietti concerti, voucher o rimborso? L’emendamento che può cambiare tutto

Secondo il Dl Cura Italia, prevede all'articolo 88 che per gli spettacoli cancellati a causa del Covid, l'organizzatore debba emettere un buono di pari importo. Ma la battaglia è aperta.

Non solo i viaggi ed il comparto turistico sono stati interessati dalla modalità di rimborso in ‘voucher’, o buoni, piuttosto che in contanti. Anche chi ha acquistato con anticipo i biglietti per concerti e spettacoli di vario tipo rischia di doversi accontentare di un buono sostitutivo. Una modalità che ha messo sul sentiero di battaglia le associazioni dei consumatori e che ora potrebbe vedere novità anche in Parlamento.

Il caso McCartney
Il caso più ‘rumoroso’ in questo senso riguarda l’ex Beatle Paul McCartney, con due date italiane previste per giugno (rispettivamente il 10 a Napoli ed il 13 a Lucca). In questo caso estremo si sommano divsrsi disagi per il consumatore: il costo del biglietto, che varia fra i 100 e i 600 euro; l’interesse per un artista che difficilmente può essere ‘surrogato’ da altri eventi; il fatto che fossero state presentate come le probabili ultime due date italiane di Sir Paul. Insomma, un voucher che, nell’ottica di chi ha acquistato i biglietti per il baronetto, serve a poco o nulla.

Per ottenere il voucher relativo ai concerti di Paul McCartney c’è tempo fino al 17 giugno e occorre seguire la procedura indicata da TicketOne. I costi di prevendita faranno parte del voucher, mentre non verranno rimborsati in alcun modo i costi del servizio per la vendita online che ammontano al 5% più Iva del costo totale del biglietto. Denaro che non viene restituito, spiega a La Repubblica Andrea Grancini, direttore generale di TicketOne, perché “copre i costi di un servizio che abbiamo già erogato e per il quale sono già stati sostenuti i relativi costi. In più, tutta la procedura di annullamento del biglietto, l’emissione dei voucher e la sua distribuzione ai clienti ha un costo, che non chiediamo al cliente”.

Naturalmente il caso McCartney è il più fragoroso, ma nella medesima sotuazione ci sono tanti altri fans di altri artisti, più o meno giovani.

La legge
Il Dl Cura Italia, prevede all’articolo 88 che per gli spettacoli cancellati a causa del Covid, l’organizzatore debba emettere un buono di pari importo, spendibile per uno o più eventi nel corso dei prossimi 12 mesi (estesi a 18 dal Dl Rilancio). Scelta fatta per sostenere il comparto, naturalmente fermo e riguardante parecchi lavoratori. In teoria, quindi, non c’è neanche possibilità di scelta: i fan di McCartney devono sperare che l’artista torni in Italia entro la fine del 2021. Chi non è interessato ad altri concerti o, per qualsiasi motivo, non potrà partecipare ad altri eventi, avrà perso i soldi. L’articolo 88 “è l’unico grande aiuto che il governo ha fornito al comparto della musica live” commenta lo stesso Grancini.

Un emendamento fa sperare i fans
Tuttavia la legge derivata dal Dl Rilancio presenta dei punti deboli, quanto meno dal punto di vista dei consumatori. Perché introduce una clausola vessatoria legittimando nel contempo una pratica commerciale aggressiva. Quindi l’Aduc ha fatto partire la segnalazione ad Antitrust ed alla Commissione europea, dal momento che le pratiche commerciali aggressive sono normate in Italia dal Codice del consumo, che a sua volta recepisce normative europee.

E del resto l’Antitrust ha già dato il via libera ai voucher turistici, sottolineando però come il rimborso sia comunque un diritto del consumatore.

In Parlamento si prova a giocare d’anticipo: alla Camera verrà infatti presentato un emendamento, con prima firma il Cinque Stelle Sergio Battelli, che prevede:

  • L’estensione della validità del voucher a 24 mesi, rinnovabili per altri 12 o la possibilità di essere rimborsati alla scadenza;
  • Proroga dei tempi per richiedere il voucher, che oggi sono di 30 giorni, fino a 180 giorni dalla comunicazione della cancellazione dell’evento;
  • La creazione di un fondo da 30 milioni di euro per ristorare gli organizzatori in caso di effettivo rimborso di un voucher scaduto;
  • L’istituzione di una garanzia statale in caso di inadempienza da parte dell’organizzatore.

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