Benzina, sfondato il tetto dell’1,50 euro/lt. Ma potrebbe costare un quinto di meno

Tra aumenti solo nell'ultima settimana portano il prezzo medio della verde alla soglia simbolica di un euro e mezzo. Ci si salva con le pompe bianche

Il prezzo della benzina si conferma ancora una volta un indicatore ad alta reattività. Ma una reattività a senso unico. Nel senso che il prezzo “alla pompa” si adatta praticamente in tempo reale agli aumenti dei prezzialla fonte” ma non altrettanto velocemente alle diminuzioni. Quest’ultima settimana è stata l’ulteriore dimostrazione del fenomeno. L’aumento dei prezzi internazionali dei prodotti raffinati ha avuto ripercussioni pressoché immediate sui prezzi della distribuzione: sulla rete Eni/Agip – la più ampia in Italia – si registra il terzo aumento nel giro di 7 giorni e le altre “big” la seguono a ruota

Ma ad aggiungere un significato particolare a quella che, di per sé, non è una novità assoluta c’è che questa volta si è sfondato il tetto simbolico degli 1,50 euro per litro per la benzina verde. Si parla in verità di punte massime registrate soprattutto al Sud dove il prezzo alla pompa è ulteriormente appesantito da accise addizionali, ma anche il prezzo medio oscilla a questa soglia: secondo le rilevazioni di Quotidiano Energia, i prezzi medi della benzina in modalità “servito” vanno da 1,477 a 1,494 €/lt, mentre per il gasolio la variazione è più ridotta, da 1,360 a 1,366 €/lt.

I prezzi dovrebbero essere di un quinto più bassi

Insorgono ovviamente le associazioni dei consumatori che parlano di aumenti “del tutto ingiustificati“. Secondo Federconsumatori e Adusbef “I prezzi della benzina a tali livelli corrispondono a quelli praticati a maggio 2008, quando il petrolio, però, si attestava a 127 dollari al barile che, corretti esattamente considerando la rivalutazione del dollaro, corrisponderebbero a 109-110 dollari al barile. Oggi, invece, il petrolio è quotato 89,21 dollari al barile, vale a dire il 18% in meno. E allora la domanda sorge spontanea: perché la benzina viene venduta allo stesso prezzo di allora?”.

Nel 2010 gli automobilisti hanno speso 4,81 miliardi di euro in più per i carburanti – ricordano le due associazioni – di cui 528 milioni di tasse. Nel corso del 2010 l’aumento è stato di 9 centesimi, equivalenti in media a 198 euro in più per automobilista.

Pompe bianche per risparmiare

Una parziale soluzione puù essere rappresentata dalle “pompe bianche“, cioè i distributori “no logo”, che non fanno riferimento alle grandi multinazionali petrolifere. In questa ultima tornata di aumenti i prezzi dei carburanti senza marchio rimangono sensibilmente inferiori:

•  benzina: 1,410 €/lt (6-8 centesimi in meno rispetto alle grandi compagnie)
•  diesel: 1,286 €/lt (8 centesimi in meno).

Il Codacos fornisce l’elenco completo dei distributori indipendenti presenti sul territorio nazionale. Facendo rifornimento presso di loro si possono risparmiare da 5 a 10 euro ogni pieno. (A.D.M.)

Benzina, sfondato il tetto dell’1,50 euro/lt. Ma potrebbe costare un quinto di meno
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