La Bce pronta ad alzare i tassi, ma non troppo

Stretta per controllare l’inflazione. Ma per molti analisti la mossa potrebbe creare problemi alla ripresa economica

La Bce ha lasciato il tasso di riferimento invariato all’1%, ma Jean-Claude Trichet ha preparato la strada a un possibile rialzo del costo del denaro di 25 punti base. Il sentore di un possibile aumento del costo del denaro di eurolandia, in realtà, non è una novità visto che accenni erano stati già prospettati, non più di dieci giorni fa, quando il membro del consiglio della BCE, Lorenzo Bini Smaghi aveva affermato che la recente accelerazione dei prezzi aveva messo in allarme la Banca Centrale Europea.

I rischi legati all’inflazione sono in aumento, e questo giustifica la “forte vigilanza” da parte della BCE, ha detto Trichet che tuttavia non tralascia i rischi legati al debito sovrano che sono ancora presenti ed evidenti. Per questo ha ribadito la necessità di piani di consolidamento “assolutamente credibili e ambiziosi”.
Ma se da questa parte dell’oceano la Bce è pronta a mettere in atto una politica monetaria più restrittiva, sull’altra sponda la Fed ancora non riesce a fare il salto nel buio. Dal Beige Book pubblicato mercoledì scorso emerge che l’economia USA incomincia a vedere segnali positivi, ma ancora troppo modesti per dare una spinta a Ben Bernanke, che difende a spada tratta le misure di quantitative easing lanciate dalla Fed e che, addirittura, non esclude un nuovo piano di acquisto di titoli del Tesoro a stelle e strisce.

Per il 2011 il mercato si attende altri tre strette da 25 punti portando il tasso di interesse a 1,75% per i finire dell’anno (con un Euribor a tre mesi attorno al 2,14%). Tutto da vedere se ciò si tramuterà in realtà, perché i problemi dell’eurozona non sono solo legati all’inflazione. Anzi numerosi analisti dubitano che la Bce premerà così tanto sull’acceleratore. La situazione del debito pubblico e del sistema finanziario europeo non è così rosea. Gli analisti della Barclays Capital non usano mezzi termini per dire che la banca centrale “si sta preparando ad alzare i tassi troppo presto. In molti paesi, come Grecia, Spagna, Irlanda e Italia – dunque non economie di secondo piano – potrebbero avere enormi difficoltà sulla strada della ripresa. Ultimo dato da tenere sotto osservazione: un eccessivo apprezzamento dell’euro avrebbe pure lo sgradito effetto di togliere competitività a molti prodotti made in Ue.

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