Bce, le tensioni finanziarie stravolgono le strategie sui tassi d’interesse

Inflazione sembra frenare mentre economia rischia stagnazione

a cura di TM News

Sarà tutto fuorché una riunione vacanziera quella che giovedì 4 agosto vedrà protagonisti i governatori della Banca centrale europea. Cade in un agosto arroventato dalle tensioni di mercato, che hanno nuovamente preso di mira i titoli di Stato di diversi paesi dell’area euro, tra cui l’Italia, e innescato nuovi pesanti indebolimenti delle Borse. Un quadro che solleva interrogativi su possibili mutamenti di rotta sul percorso di aumento e “normalizzazione” dei tassi di interesse da poco avviato dall’istituzione di Francoforte: in buona sostanza sul se verrà tutto bloccato.

Non sono attese variazioni sui tassi di interesse, mentre appare scomoda la posizione in cui viene a trovarsi la Bce: questa nuova fase di tensioni sull’area euro si è innescata quasi in concomitanza con l’ultimo rialzo che l’istituzione ha operato sul costo del danaro, portandolo un mese fa all’1,50 per cento. E nel frattempo ha continuato a non intervenire sui mercati obbligazionari, come invece aveva fatto massicciamente un anno fa per cercare di bloccare le crescenti tensioni sui bond della Grecia e di altri paesi. Da 18 settimane l’ammontare degli acquisti di bond dell’area valutaria da parte della Bce resta inchiodato a 74 miliardi di euro.

Nella passata riunione, pur rilevando un rallentamento dell’economia, allora stimato come momentaneo, il Consiglio direttivo dell’Eurotower si era nuovamente concentrato sui crescenti rischi inflazionistici, che invece ora sembra attenuarsi secondo diversi indicatori. A luglio, secondo Eurostat, l’inflazione media nell’area valutaria ha segnato un rallentamento dal 2,7 al 2,5 per cento. E oggi questa tendenza ha trovato possibili conferme sia nel dato sui prezzi alla produzione, che sempre secondo Eurostat sono rimasti invariati a giugno, sia in quelli dell’inflazione generale nei paesi avanzati dell’Ocse: a giugno ha segnato un rallentamento al 3,1 per cento.

Intanto dal fronte della ripresa economica giungono segnali sempre più inquietanti. Dopo dati ben più deboli del previsto sul Pil americano del secondo trimestre, le indagini sull’attività tra le imprese manifatturiere hanno segnalato dinamiche di quasi stagnazione dalle due sponde dell’Atlantico. Infine ma non ultimo, la Bce si trova ad aver imboccato un percorso restrittivo mentre negli Stati Uniti la Federal Reserve sta all’opposto ipotizzando una nuova tornata di misure espansive, in particolare acquisti di titoli di Stato finanziati battendo virtualmente nuova moneta. Una strategia che peraltro la Bce non ha mai operato: anche i suddetti limitati acquisti di emergenza su bond dell’area euro sono stati sempre eseguiti drenando dal circuito liquidità per ammontare equivalenti. La decisione sui tassi verrà comunicata alle 13 e 45, mentre alle 14 e 30 il presidente Jean-Claude Trichet terrà la consueta conferenza stampa esplicativa.

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