BCE, la prima di Lagarde: politica accomodante per un periodo prolungato

I tassi d'interesse, dichiara la Lagarde, rimarranno sui livelli attuali, o più bassi, "finché le prospettive d'inflazione convergeranno robustamente" verso il target del 2% mentre il Qe continuerà finché necessario

(Teleborsa) – Debutta a Bruxelles Christine Lagarde, in qualità di presidente della BCE. Durante la conferenza stampa che si è tenuta al termine del suo primo Consiglio direttivo monetario, che ha deciso di lasciare invariato il costo del denaro e il Quantitative easing(Qe), l’ex direttore dell’FMI ha osservato che “ci sono alcuni segni iniziali di stabilizzazione del rallentamento della crescita economica e di un lieve rafforzamento dell’inflazione di fondo, in linea con le precedenti previsioni”.

I tassi d’interesse, dichiara la Lagarde, rimarranno sui livelli attuali, o più bassi, “finché le prospettive d’inflazione convergeranno robustamente” verso il target del 2% mentre il Qe continuerà finché necessario. In ogni caso restiamo “pronti ad utilizzare tutti gli strumenti per portare l’inflazione verso il target. In sostanza sarà necessaria una politica accomodante per un periodo prolungato. “Non sono né un falco, né una colomba, ho l’ambizione di essere un gufo”, ha sottolineato poi il presidente della BCE, riferendosi alla saggezza del rapace notturno.

Riviste “leggermente” al ribasso le stime di crescita per il 2020 al +1,1% dal +1,2% indicato in precedenza, mentre per il 2020 ci si attende un incremento del PIL dell’1,1% e dell’1,4% nel 2021 e 2022.

Confermate invece le previsioni di inflazione, all’1,2% per quest’anno. Per il 2020 le stime si alzano al +1,1% mentre per il 2021 passano al +1,4%. La stima per il 2022 è +1,6%, con un +1,7% nel 4° trimestre. Ciò starebbe a significare che la “direzione dell’inflazione è promettente ma insufficiente”.

Per quanto riguarda i rischi futuri, questi restano legati soprattutto al protezionismo e alla vulnerabilità dei mercati emergenti, con le incertezze globali che continuano a pesare soprattutto sul comparto manifatturiero.

La Lagarde ha poi esortato i governi dove il debito pubblico è elevato a “proseguire con politiche prudenti e centrate gli obiettivi, che creeranno le condizioni per lasciar agire gli stabilizzatori automatici”.

Il presidente della Banca Centrale Europea, inoltre, ha dichiarato che intende completare la revisione della strategia della BCE entro il 2020, sottolineando che “servire i cittadini europei è il nostro mandato”. “L’ultima è stata effettuata nel 2003 e sono passati 16 anni, quindi è piuttosto legittimo farlo”. Questa revisione “deve deve essere ampia e valutare ogni questione”.

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