BCE: Draghi pronto a ricaricare il bazooka QE, Consiglio direttivo diviso

Mercato col fiato sospeso in attesa delle prossime mosse del Presidente dell'Istituto di Francoforte: alla fine ci sarà un po' di delusione?

Crescono le aspettative dei mercati in vista della riunione del Consiglio direttivo della Bce,  in programma domani giovedì 12 settembre. Protagonista assoluto Mario Draghi che, prima di lasciare il timone alla francese Christine Lagarde,  secondo molti sarebbe intenzionato a sferrare il “colpo finale”, mettendo mano alla famosa “cassetta degli attrezzi”.

Alla luce dell’ormai evidente rallentamento della crescita europea con sullo sfondo la brusca frenata dell’economia tedesca (la produzione industriale in Germania è scesa a luglio dello 0,6% rispetto a giugno e del 4,2 rispetto all’anno prima), l’incognita Brexit e i rischi legati alla guerra dei dazi tra Usa e Cina in piena fase di svolgimento e dall’esito finale ancora incerto, sembra che il numero uno dell’Istituto con sede a Francoforte, nella penultima riunione da lui presieduta prima della fine del mandato, opterà per una linea interventista. 

Nella riunione di domani, la Bce dovrebbe varare un ulteriore taglio dei tassi sui depositi delle banche, già negativi, al -0,50%, limitarne l’applicazione a una parte di queste riserve, attraverso un sistema detto di tiering, modificare la forward guidance in modo da prolungare l’orientamento espansivo. Sul tavolo anche – i mercati ne sono convinti – nuove iniezioni di liquidità con l’ipotesi di un Quantitative easing 2. 

Le attese dei mercati – che si aspettano, dunque, dalla BCE un intervento da “colomba” – sono molto alte ma mai come in questa occasione il consiglio direttivo della Banca centrale europea appare diviso  e, nelle ultime ore, crescono le obiezioni di quanti –  tra le fila  dei “falchi” –  sono convinti che l’economia dell’eurozona non sia abbastanza debole da giustificare nuove misure aggressive, e che gli effetti dei nuovi sforzi potrebbero essere bassi, forse inferiori ai costi.

AllianzGi, CHE SUCCEDERA’ DOMANI? –  E proprio in vista della riunione di domani, aiuta a far chiarezza la view di AllianzGI a cura di Franck Dixmier, Global Head of Fixed Income di Allianz Global Investors: “Prevediamo che il 12 settembre la BCE annunci misure di stimolo monetario più concrete, tra cui un taglio di 10pb del tasso di deposito, l’introduzione di l’introduzione di un Sistema di depositi a diversi livelli per le banche (prevedendo la tassazione delle riserve bancarie in eccesso sulla base di una soglia specifica per ogni istituto) e una forward guidance più solida con l’impegno esplicito a mantenere i tassi di riferimento ancora bassi per lungo tempo”, si legge nella nota ufficiale.

INCOGNITA QE –  Prosegue l’analisi: “Al momento, una ripresa del programma di acquisto di obbligazioni ci sembra tuttavia improbabile. Dalle ultime dichiarazioni dei funzionari dell’autorità monetaria traspare una mancanza di accordo circa l’opportunità di un nuovo quantitative easing (QE), ma l’opzione non è stata accantonata. Inoltre è plausibile che la BCE voglia assicurarsi un certo spazio di manovra in caso di ulteriore deterioramento del contesto economico e politico, oltre a lasciare uno strumento utile a disposizione del prossimo Presidente.

RISCHIO DELUSIONE PER I MERCATI? – A poche ore dalla riunione al termine della quale saranno svelate le prossime mosse che Draghi metterà in campo, inizia a farsi strada nei mercati fin qui euforici qualche dubbio: non è che alla fine ci sarà un po’ di delusione? Questa la domanda che serpeggia con sempre maggior insistenza. Secondo Dixmier:  Poiché i mercati si aspettano un pacchetto di stimoli più ampio (scontano una probabilità dell’80% di un taglio dei tassi di 20pb e l’annuncio della ripresa del QE), non escludiamo delusioni. In tal caso gli investitori potrebbero trarre vantaggio dalle tensioni sul fronte dei tassi e degli spread per acquistare sulla debolezza, in particolare rafforzando la duration sui titoli sovrani e ampliando l’esposizione creditizia”

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