Bankitalia divide il Governo: Salvini e Di Maio attaccano, Tria difende

L'indipendenza di Palazzo Koch "va difesa", ha detto il Ministro dell'economia dopo che i due colleghi di governo hanno invece parlato di azzeramento dei vertici

Nuovo fronte di scontro pronto ad aprirsi nel Governo. Da una parte Salvini e Di Maio. Dall’altra il Ministro Tria. Al centro, stavolta,  Bankitalia. Ma facciamo un passo indietro.

“Per Bankitalia serve discontinuità”, “non possiamo pensare di confermare le stesse persone che sono state nel direttorio di Bankitalia, se pensiamo a tutto quel che è accaduto in questi anni”. Si era espresso cosi il Vicepremier Luigi Di Maio venerdi scorso a Vicenza con Matteo Salvini per l’assemblea degli ex soci delle banche venete. “Banca d’Italia e Consob andrebbero azzerati, altro che cambiare una-due persone, azzerati”, aveva rincarato la dose, il collega di Governo, leader della Lega, appoggiando apertamente dunque un cambio di strategia. 

DI MAIO E SALVINI ATTACCANO – La tesi, più volte sostenuta dalle forze politiche di maggioranza, è semplice: chi avrebbe dovuto controllare non l’ha fatto, questo avrebbe creato un danno ai risparmiatori che hanno perso i propri soldi investendo in titoli emessi dalle banche poste in risoluzione a fine 2015 (Banca delle Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti) e in liquidazione coatta amministrativa nel giugno 2017 (Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca).

TRIA DIFENDE – Ieri sulla questione è intervenuto il Ministro dell’Economia Tria che invece si schiera in difesa della Banca d’Italia dopo l’affondo doppio dei vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio. L’indipendenza di Palazzo Koch “va difesa”, ha detto dopo che i due colleghi di governo hanno parlato di azzeramento dei vertici di Bankitalia e Consob.

IL DOSSIER NOMINE – Una vicenda che nasce dal Consiglio dei ministri dello scorso giovedì quando gli esponenti del Movimento Cinque Stelle hanno bloccato il rinnovo del mandato a Luigi Federico Signorini come vicedirettore generale di Via Nazionale. “Adesso – aveva sottolineato in quell’occasione Di Maio – che si chiede a noi del governo, consultati per procedura costituzionale sulla conferma del vicedirettore di Bankitalia, se vogliamo rinnovare, diciamo: no, c’e’ bisogno di discontinuita’”.

Posizioni in contrasto come del resto più volte è accaduto nei mesi scorsi con indiscrezioni che spesso, in passato viste le divergenze su diverse questioni, hanno parlato di un Tria pronto alle dimissioni. Aria tesa ma la portavoce allontana i venti di guerra:  “La dichiarazione del ministro Tria – sottolinea – è un’affermazione prettamente istituzionale, ovvia e perfino banale. Le sue parole non sono indirizzate contro nessuno”.

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