Banchieri: dalla Ue arriva un tetto ai super-bonus, una causa dei dissesti finanziari

Non potranno superare due volte lo stipendio fisso. Un accordo europeo per mettere fine a un meccanismo che genera politiche spericolate e tsunami finanziari

E’ come se i direttori dei supermercati venissero premiati per la crescita del fatturato ad ogni costo, anche vendendo prodotti scadenti o avariati: grandi ricavi per la catena di distribuzione e i costi dei clienti che finiscono al pronto soccorso a carico della collettività. E’ più o meno quello che è successo e succede ancora nel circuito bancario internazionale. Perché anche il meccanismo retributivo perverso del top management è tra le cause che hanno spinto molte banche su terreni pericolosissimi, con i risultati che abbiamo visto, dal lontano caso Lehman Brothers a oggi.

Bonus massimo al doppio dello stipendio

Cercando di non chiudere la stalla prima che tutti i buoi siano scappati, il Parlamento e il Consiglio europeo hanno raggiunto un accordo per un pacchetto di misure che stabilirà un tetto massimo alle remunerazioni extra dei banchieri. La parte variabile della retribuzione non potrà superare il doppio della parte fissa.

La misura precisa verrà stabilita dagli azionisti e i bonus potranno essere in azioni (stock option) o obbligazioni della stessa banca. Le nuove regole dovrebbero entrare in vigore dal 1° gennaio 2014 con decorrenza dai bonus versati nel 2015 e si applicheranno a tutte le banche che hanno sedi nell’Unione Europea (anche se la casa madre è extra-Ue).

Per Londra è una misura "anticapitalista"

Se porre il tetto al 200% dello stipendio (di un banchiere) a qualcuno può sembrare una beffa, si pensi che si tratta di una misura senza precedenti sulla scena internazionale. Lo dimostra, ad esempio, la reazione di Londra, principale piazza finanziaria europea, che si è dichiarata subito contraria all’accordo europeo. Il premier britannico David Cameron, ha chiesto che le nuove regole siano più flessibili e i manager inglesi parlano addirittura di un intervento "anticapitalista" che farà fuggire dal vecchio continente i migliori banchieri. Alcune banche si stanno già portando avanti aumentando le retribuzioni fisse sulle quali andranno commisurati i bonus.

Il movente del delitto

Ma il commissario Ue al mercato interno Michel Barnier  difende l’accordo: "Per la prima volta nella storia delle banche, vengono introdotte delle regole sui guadagni. Se queste regole fossero state applicate 5 o 6 anni fa, probabilmente non ci sarebbe stato lo scandalo Lehman Brothers".

Un’opinione, questa, sempre più diffusa. Il sistema di incentivi senza controllo ha spinto le banche a intraprendere operazioni a dir poco audaci, senza controllo dei rischi. Si ricordi che l’attuale crisi economica fu scatenata nel lontano settembre 2008 dalla crisi dei cosiddetti "mutui subprime" americani, finanziamenti concessi a debitori che non potevano sostenerli. E i costi economici e sociali (enormi) di queste operazioni spregiudicate li sta pagando ancora oggi la collettività.

Insomma il "movente" della crisi – come lo definisce Marco Onado su lavoce.info – sta "in un sistema di incentivi così squilibrato e distorto" che "ha spinto ad avallare strategie di crescita a ogni costo, senza andare troppo per il sottile sulla liceità dell’affare sottostante (…) o a collocare prodotti che potevano essere venduti solo perché il grado effettivo di rischio era gravemente sottostimato, quasi sempre per colpa, ma spesso anche per dolo".

L’Europa che con una mano impone misure-capestro ai cittadini per salvare il sistema bancario, ora con l’altra stringe la vite nella gestione delle stesse banche. Sperando che non sia troppo tardi. (A.D.M.)

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Banchieri: dalla Ue arriva un tetto ai super-bonus, una causa dei diss...