Banche, Visco mette al muro Renzi: “Mi chiese di Etruria, non risposi”

L'audizione del numero uno di Bankitalia in Commissione si tramuta in un boomerang per il Pd

E alla fine arrivò il turno di Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, quasi esautorato da Matteo Renzi poche settimane fa ed ora sul banco della Commissione parlamentare che indaga sulle banche. Come prevedibile, si è giunti velocemente al capitolo Banca Etruria, vero e proprio tallone d’Achille dello scorso governo.

La domanda su Etruria giunge dal presidente della Commissione Pier Ferdinando Casini. “Su Banca Etruria — inizia Visco — non voglio dire che non me ne importava niente…”, però rispetto alla crisi economica nel complesso di cui ci si doveva occupare, il mio livello di attenzione era modesto”. Visco ricorda di aver avuto più incontri con l’allora premier Matteo Renzi. “Nel primo parlammo di boy scout, nel secondo di economia, come nel terzo. Fu allora, presenti anche Delrio e Padoan, che mi chiese: ‘Perché la Popolare di Vicenza vuole prendere questi di Arezzo?’. Io non risposi”. La prese come una battuta (sugli “orafi” che si vogliono prendere a vicenda). “In un altro incontro, a richiesta di informazioni su banche in difficoltà io risposti a Renzi che di banche in difficoltà io parlo solo con il ministro. Lui la domanda la fece e io non risposi”.

VIGILANZA – Ovviamente non si è parlato solo di Etruria, ma anche dei problemi legati alla vigilanza di Bankitalia. “A determinare l’evoluzione del sistema finanziario italiano, non è stata una vigilanza disattenta, ma la peggiore crisi economica nella storia del nostro paese. La mala gestio di alcune banche, comunque, c’è stata” – ha detto in proposito Visco. Una crisi delle banche “inevitabile” causata in primo luogo dalla doppia recessione che ha colpito l’economia. Teoria sostenuta in precedenza anche dal ministro delle Finanze, Pier Carlo Padoan: “gli effetti sul sistema banche, non sono da ascrivere soltanto alla crisi finanziaria globale e, a quella del debito sovrano, ma più direttamente alla conseguente recessione economica”.

Per il numero uno di Via Nazionale, dunque il “forte deterioramento” degli attivi delle banche e le crisi degli ultimi anni sono l’inevitabile conseguenza della duplice, profonda recessione che ha colpito l’economia italiana. La crisi economica ha fatto “esplodere situazioni patologiche”.

Per molti risparmiatori coinvolti nel crac di alcune banche italiane – ha sottolineato Visco – le perdite sono state “diffuse e dolorose. E’ questa una spinta a cercare di migliorare la nostra azione in ogni modo possibile”. Nell’azione di Bankitalia, “abbiamo agito con il massimo impegno e nell’esclusivo interesse del Paese. Abbiamo affrontato molte difficoltà, riuscendo a superarne tante nei limiti delle nostre competenze e del nostro mandato”.

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