Banche, Unimpresa: in calo prestiti alle aziende

Meno 15 miliardi in un anno

(Teleborsa)  Cattive notizie per le aziende italiane che, finite ormai da anni, nel pantano della crisi faticano a ritrovare la retta via.

La strada verso la ripresa, infatti, sembra ancora lunga e piena di ostacoli con un 2017 che inizia senza sorridere e parte all’insegna del credit crunch per le imprese italiane.

I dati resi noti da Unimpresa rivelano, infatti, lo stock di prestiti delle banche alle imprese è calato di oltre 15 miliardi di euro (-2%) rispetto ai 12 mesi precedenti, nonostante l’aumento di oltre 11 miliardi dei finanziamenti a medio termine.

A fare da ago della bilancia, ovviamente in negativo, è la diminuzione di oltre 14 miliardi dei finanziamenti a breve e di 12 miliardi di quelli di lungo periodo. In aumento di 5 miliardi, invece, i prestiti alle famiglie spinti dal credito al consumo (+5 miliardi) e dai mutui (+6 miliardi). In totale, gli impieghi al settore privato sono diminuiti di 10 miliardi, passando da 1.410 miliardi a 1.400 miliardi negli ultimi 12 mesi. Quasi un miliardo al mese in meno ad aziende e cittadini.

Secondo il rapporto di Unimpresa nello stesso periodo in esame le rate non pagate sono leggermente calate: nell’ultimo anno si è registrato una riduzione di quasi 4 miliardi (-2%).
RIPARTONO I MUTUI: +6 MILIARDI NELL’ULTIMO ANNO – Secondo il rapporto dell’associazione, basato su dati della Banca d’Italia, il totale dei prestiti al settore privato è calato negli ultimi 12 mesi di 9,9 miliardi (-0,70%) passando dai 1.410,3 miliardi di gennaio 2016 ai 1.400,3 miliardi di gennaio 2017. Nel dettaglio, è calato di 15,5 miliardi (-1,97%) lo stock di finanziamenti alle imprese passati da 791,7 miliardi a 776,1 miliardi: nel dettaglio, sono calati di 14,3 miliardi (-5,15%) da 279,2 miliardi a 264,8 miliardi i crediti a breve termine (fino a 1 anno); giù di 12,7 miliardi (-3,48%) i prestiti di lunga durata (oltre 5 anni) scesi da 365,1 miliardi a 352,4 miliardi; sono invece cresciuti di 11,5 miliardi (+7,82%) i finanziamenti di medio periodo (fino a 5 anni) passati da 147,3 miliardi a 158,8 miliardi. Risultano complessivamente in aumento di 5,6 miliardi (+0,91%) i prestiti alle famiglie, passati da 618,5 miliardi a 624,2 miliardi: in particolare, è salito di 5,4 miliardi (+6,69%) il credito al consumo (denaro concesso per acquistare elettrodomestici, automobili, televisori e smartphone) passato da 81,1 miliardi a 86,6 miliardi; in aumento anche i mutui di 5,8 miliardi (+1,61%), saliti da 362,1 miliardi a 368 miliardi; in calo, invece, i prestiti personali, scesi di 5,6 miliardi (-3,22%) da 175,2 miliardi a 169,5 miliardi.

SOFFERENZE NETTE IN CALO A 77 MILIARDI –Per quanto riguarda i prestiti non rimborsati, si registra un calo delle sofferenze lorde, scese in totale di 3,9 miliardi (-1,97%) dai 201,8 miliardi di gennaio 2016 ai 197,9 miliardi di gennaio 2017. Il rapporto tra sofferenze lorde e prestiti è passato dal 14,31% al 14,13%. Sono calate di 2,8 miliardi (-2,01%) le rate non pagate dalle aziende, passate da 143,6 miliardi a 140,7 miliardi; in calo di 817 milioni (-2,16%) anche i crediti deteriorati riconducibili alle famiglie – passati da 37,7 miliardi a 36,9 miliardi – e di 294 milioni (-1,82%) quelli legati alle imprese familiari, calati da 16,1 miliardi a 15,8 miliardi; sono invece risultate in aumento di 19 milioni (+0,44%) le sofferenze della pubblica amministrazione, delle assicurazioni, dei fondi e delle onlus. Il totale delle sofferenze nette, ovvero quelle non coperte direttamente da garanzie, sono calate di 5,7 miliardi (-6,88%) da 83,5 miliardi a 77,8 miliardi. Il rapporto tra sofferenze nette e prestiti è passato dal 5,93% al 5,56%.

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