Banche, rimborsi ai truffati: oggi in CDM ma non nel Dl crescita

"Scudo" normativo per funzionari che decideranno il pagamento degli indennizzi

Un tema, quello dei rimborsi ai truffati delle banche, che per M5s e Lega è diventato, nel corso dei mesi, un vero e proprio cavallo di battaglia. Proprio per questo, nelle scorse ore era cresciuto il pressing nei confronti del Ministro dell’Economia Giovanni Tria perchè firmasse al più presto il Decreto per rimborsare i risparmiatori truffati dalle banche, con il titolare del Tesoro invece più cauto in attesa del placet di Bruxelles per evitare di incorrere nell’accusa di aiuti di Stato con rimborsi indiscriminati.

Il primo ad affondare era stato il Vicepremier Luigi Di Maio: “Deve essere firmato il prima possibile il decreto sul rimborso dei risparmiatori truffati, per noi è fondamentale”. Qualche ora dopo era toccato anche al collega Matteo Salvini: “Il Ministro dell’Economia deve dare una risposta veloce ai truffati delle banche e mi sembra che sia passato il tempo sufficiente”. E non sono mancate neppure le sollecitazione del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Insomma, un braccio di ferro a tutti gli effetti tanto che erano circolate, con una certa insistenza, voci riguardo a possibili dimissioni da parte del Ministro Tria, subito smentite dal Premier: “Tutti i ministri devono stare tranquilli, noi dobbiamo tutti lavorare, i cittadini chiedono con urgenza di lavorare nella direzione del piano delle riforme.

Invito tutti i ministri a non lasciarci distrarre da timori o preoccupazioni”, ha detto il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, da Doha, interpellato sulle tensioni di queste ore tra la maggioranza, e in particolare il M5S e il responsabile di via XXSettembre. “Leggo su alcuni giornali di dimissioni o strane richieste, non c’è nessuna dimissione o richiesta di dimissioni all’ordine del giorno“, precisa Conte.

La norma originale prevede rimborsi differenziati tra azionisti e obbligazionisti subordinati: per i primi la percentuale dell’indennizzo è del 30% fino a un tetto di 100mila euro per ciascun risparmiatore, per i secondi del 95% del costo di acquisto sempre fino ad un tetto di 100mila euro. Alcune norme hanno già permesso in passato il rimborso per gli obbligazionisti, tramite il fondo interbancario, ma per una quota fino all’80%.

In tutto questo, però. come detto, c’è da fare i conti con i paletti europei da un lato, e i rischi amministrativi legati alla responsabilità di esborsi economici che espongono al danno erariale che hanno di fatto bloccato il varo del decreto attuativo.

“Scudo” per i funzionari – Se dunque fino ad ora non venivano identificati con chiarezza i soggetti per l’erogazione dei rimborsi, mettendo i funzionari a rischio di contestazione per danno erariale, ora invece ci sarà una sorta di “scudo” che metterà appunto al riparo i funzionari.

Nel pomeriggio di ieri fonti di governo avevano confermato che la norma attuativa sarebbe stata inserita nel decreto crescita, e che successivamente ci sarebbe stato anche il decreto attuativo pubblicato dal ministero dell’Economia.

In serata è arrivata la nota del Ministro per i rapporti con il parlamento, Riccardo Fraccaro,per spiegare che oggi nel Consiglio dei Ministri non verrà approvata alcuna norma che riguarda il decreto risparmiatori. “Nel consiglio dei Ministri non ci saranno nuove norme ma si affronterà il tema dei decreti attuativi con l’obiettivo di approvarli nel più breve tempo possibile. È un nostro impegno fondamentale e lo porteremo presto a termine”.

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