Banche: più impegno per finanziare le piccole imprese

Abi e istituti di credito dovrebbero mettere sul mercato 15 miliardi di liquidità

Verso un nuovo accordo per il credito alle piccole e medie imprese. L’incontro è fissato domani a Roma per le 15,30 a Palazzo Altieri, sede dell’Associazione bancaria italiana. Insieme ai rappresentanti dell’Abi sigleranno l’intesa le associazioni che rappresentano il mondo delle imprese.

E’ quanto si legge in una nota dell’Abi. Hanno confermato la presenza per sottoscrivere il documento Corrado Passera, ministro allo Sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti, e Vittorio Grilli, vice ministro dell’Economia e delle finanze. Il nuovo accordo si inserisce sulla scia dei precedenti, a partire dal primo siglato nel 2009. La moratoria, costantemente rinnovata ha consentito di lasciare a circa 260mila imprese 15 miliardi di liquidità a disposizione dell’economia reale, spiega l’Abi. Da lato delle famiglie, invece, con la moratoria per i mutui appena rinnovata 55mila nuclei hanno potuto contare su circa 7mila euro all’anno di liquidità per far fronte ai bisogni più urgenti.

Si spera che l’intesa possa allentare la morsa del credito sul sistema produttivo. Nella seconda parte dell’anno, con lo spread in forte crescita, le realtà produttive più colpite dalla stretta sono state quelle in Calabria (-1,8%), in Molise e in Friuli Venezia Giulia (-1,3%), in Piemonte (-0,8%) e in Umbria (-0,7%). E’ quanto rileva, su dati della Banca d’Italia, la Cgia di Mestre, che sottolinea che la macroarea più penalizzata è stata il Nord est: assieme al Friuli Venezia Giulia (-1,3%), anche il Veneto ha registrato una flessione dei prestiti alle imprese pari allo 0,2%. Sono queste le principali realtà territoriali che sono state interessate dal credit crunch: fenomeno che si è verificato in 9 Regioni su 20, colpendo le imprese soprattutto nella seconda parte del 2011, da giugno a novembre.

Valle d’Aosta (+5,4%), Liguria (+3,8%) e Lazio (+2,8%), invece, sono stati i territori dove l’erogazione del credito ha subito gli incrementi maggiori, a dimostrazione che il quadro generale non è stato tutto negativo. “Il peggio – dichiara Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre – lo registreremo quando avremo a disposizione anche i dati di dicembre. Nell’ultimo mese dell’anno, purtroppo, l’erogazione del credito a livello nazionale ha subito una contrazione del 2,2%. E’ probabile che questa flessione abbia assunto i valori più elevati in quelle Regioni che già nei mesi precedenti erano state duramente colpite dalla stretta come, ad esempio, il Nord Est. Guarda caso, proprio quelle realtà dove sono maggiormente presenti le piccole e micro imprese”.

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