Banche, parte l’operazione trasparenza. Almeno sulla carta

Musica nuova allo sportello. Dal 2010 contratti bancari più chiari e sicuri con le nuove regole di trasparenza di Bankitalia. Sarà vera gloria?

Qualcuno parla di “rivoluzione” nel rapporto tra banche e clienti. Forse è eccessivo, perché la strada per giungere alla piena armonia è ancora lunga. Per di più il presunto “nuovo corso” era già stato inaugurato con la direttiva Mifid alcuni anni fa, ma i risultati in termini di fiducia e di calo della conflittualità non è che si siano proprio visti.

Ma ora, dopo i recenti sconquassi finanziari, “trasparenza e sicurezza” stanno diventando le parole d’ordine per tutti i settori di attività delle banche: dal credito al consumo, ai mutui, alle operazioni di finanza creativa. E chiaramente anche all’attività di base: i rapporti di conto corrente.

E’ qui che entrano in gioco le nuove disposizioni sulla trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari varate dalla Banca d’Italia, che diverranno operative nei primi mesi del 2010 e si applicheranno a tutti gli intermediari finanziari (banche, società finanziarie, Poste per le sole attività di Bancoposta, cambiavalute ecc.). Vediamo le novità principali

Servizi a misura del cliente

Le banche dovranno individuare i cosiddetti “profili di operatività”, ovvero dei clienti-tipo, in base a parametri non solo economici ma anche socio-demografici (nucleo familiare, professione, età, reddito, consumi, strumenti di pagamento utilizzati, livello di istruzione). Questo permetterà alla banca di definire meglio le esigenze del cliente e quindi di selezionare i prodotti più adatti.

Informazioni chiare e personalizzate

Tutte le informazioni fornite dalla banca dovranno rispondere a tre criteri fondamentali: correttezza, completezza e comprensibilità. Il risparmiatore deve poter capire chiaramente le caratteristiche e i costi del servizio per confrontare con facilità i prodotti e alla fine scegliere con consapevolezza.

La Banca d’Italia non si limita a enunciazioni di principio ma dà precise indicazioni sulla stesura dei testi.

– i documenti devono avere una grafica e un’impaginazione che garantisca un alto livello di leggibilità;

– le informazioni devono essere presentate in ordine logico e di priorità;

– il linguaggio deve essere adattato al livello di alfabetizzazione finanziaria della clientela a cui il prodotto è destinato. Le parole tecniche devono essere spiegate con semplicità con glossari o legende.

I fogli informativi a disposizione del pubblico devono contenere almeno le informazioni sull’intermediario (tra cui i recapiti ai quali il cliente può rivolgersi per informazioni), le caratteristiche e irischi tipici del servizio, l’elenco completo delle condizioni economiche offerte (tra cui le spese accessorie, le penali, l’indicatore sintetico di costo) e le clausole contrattuali che riguardano il diritto di recesso, la chiusura del rapporto, i mezzi di tutela stragiudiziale. Devono inoltre essere aggiornati in maniera tempestiva.

Il documento di sintesi, che verrà poi allegato al contratto, dovrà riportare le condizioni economiche pubblicizzate nel foglio informativo ma in modo personalizzato per lo specifico cliente.

Un indicatore di costi definitivo

Viene introdotto un nuovo parametro che risulterà fondamentale per valutare la convenienza dei contratti bancari: l’indicatore sintetico di costo (Isc). Sarà una sintesi completa dei costi per il cliente e deve contenere oltre al tasso di interesse, le commissioni, i costi amministrativi e tutte le altre voci di prelievo. Dovrà essere indicato in tutti i documenti ufficiali (contratto, comunicazioni periodiche, pubblicità).

Le intenzioni di Bankitalia sono apprezzabili. Si spera solo che i nuovi obblighi informativi a carico delle banche non si traducano in nuovi costi per i clienti.

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