Banche, il motore della crisi? C’è chi dice sì. E vuole farle saltare

Le banche sul banco degli imputati: capri espiatori o vere responsabili della crisi? L'ex campione Eric Cantona lancia una proposta shock: ritirare i propri risparmi per far saltare il sistema

Le banche, ancora le banche, sempre le banche. Sono le sanguisughe dell’economia, le incubatrici del debito e, in definitiva, le principali responsabili della crisi? O sono semplicemente uno degli “strumenti” di un sistema economico, e come tali né buone né cattive, dipende dall’uso che se ne fa? Il dibattito tra “innocentisti” e “colpevolisti” è più che mai aperto. Tra chi le vede come il capro espiatorio della situazione e chi invece vorrebbe mandarle a gambe all’aria.

La colpa è delle regole…

I difensori del sistema bancario parlano di criminalizzazione generalizzata. E’ giusto che sia punito chi si è comportato illegalmente ma, per l’appunto, è una questione di colpe individuali, non del sistema. Semmai, se proprio si vogliono allargare le responsabilità, si possono accusare le regole che (non) lo governano, prima tra tutte l’obbligo di trasparenza e di controlli efficaci.

D’altro canto un sistema troppo regolato dà fastidio a molti, piace il credito “facile”, senza troppi vincoli. Questo vale per le banche, che hanno fatto profitti colossali sul sovraindebitamento, ma anche per molte famiglie. Solo quando le cose vanno male si invocano rigore e controlli. E’ come andare in autostrada a 200 all’ora e dopo un incidente prendersela col gestore perché non ha fatto rispettare i limiti di velocità.

Rispetto a tutto ciò l’Italia è periferica. Il nostro “provincialismo finanziario” è stato anche la nostra fortuna. Come rileva Il Sole 24 Ore, le famiglie italiane sono relativamente poco indebitate: 21.800 dollari in media per adulto (prevalentemente mutui ben investiti in case che, diversamente da quelle americane, irlandesi e spagnole, non hanno perso valore). Ben lontana dalla situazione irlandese, dove l’indebitamento medio tocca i 77.000 dollari per adulto.

… o del sistema in sé

Ma da altre parti nei confronti delle banche sta covando una forte ostilità. Sono sempre di più coloro che le ritengono all’origine del collasso economico dei paesi. E il problema non è contingente ma strutturale: è il sistema bancario a generare effetti perversi.

Un recente esponente di questa posizione è Eric Cantona, la celebre star del calcio francese e storico attaccante del Manchester United. Che in un’intervista al quotidiano francese Press Ocean lancia una proposta letteralmente rivoluzionaria:

           “È molto facile fare la rivoluzione oggi. Il sistema in cosa consiste? Il sistema gira intorno alle banche. Il potere si fonda sulla banche, quindi deve essere distrutto a partire dalle banche. Se i tre milioni di persone che sono in strada con i cartelli vanno in banca e tutte insieme ritirano i propri soldi, queste crollano. Tre milioni, dieci milioni, e le banche crollano”.

La provocazione, subito rimbalzata sui media europei, ha scatenato entusiasmi e critiche. A fronte di chi la definisce assurda e irresponsabile, come il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker e altri figure di spicco della Ue, sono sempre di più le manifestazioni di consenso verso l’ex calciatore. L’iniziativa ha già un sito internet, – Bankrun2010 – tradotto in otto lingue tra cui l’italiano, e una pagina Facebook, che solo nella versione italiana ha già quasi 10mila aderenti. Non bastano per inquietare le banche, ma sono un segnale. (A.D.M.)

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Banche, il motore della crisi? C’è chi dice sì. E vuole farle ...